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L'isola delle coppie
Scritto da Caterina Gangemi   
Thursday 03 December 2009

In sala dal 04/12/2009 Genere Commedia
Regia Peter Billingsley Con Malin Akerman, Kristen Bell, Jason Bateman, Jon Favreau, Vince Vaughn, Kristin Davis, Jean Reno
Nazione Usa, 2009 Durata 107′
Distribuzione Universal

II risultato appare fallimentare, soprattutto sul versante dell’obiettivo a cui un prodotto del genere punta, ovvero la risata

 

Recensione

Generalmente basta poco per assicurare la riuscita di una buona commedia. Un soggetto sfizioso e accattivante, un cast affiatato, una manciata di scene spassose, e magari anche una produzione “all’americana”, solida e generosa. Sulla base di ciò, un film come L’isola delle coppie di Peter Billingsley avrebbe tutto il potenziale per deliziare lo spettatore con un paio d’ore di disimpegnato divertimento: dall’idea di base, ovvero il rifugio coatto di quattro coppie assortite di coniugi in un’isoletta amena del Pacifico (Bora-Bora), sufficientemente aperta a innumerevoli occasioni di comicità, all’insieme degli attori, che con astuzia aggiunge al collaudato frat-pack Favreau-Vaughn-Bateman, due interessanti presenze femminili come la graziosa Malin Akerman e una frizzante Kristin Davis, finalmente fuori dai panni upper-class della stucchevole Charlotte di Sex and the city.

Eppure, in questo caso, il risultato appare fallimentare, soprattutto sul versante dell’obiettivo a cui un prodotto del genere punta, ovvero la risata, ed è fin troppo facile individuare le responsabilità. Innanzitutto, nella sceneggiatura che, troppo tesa ad affermare la sacralità del vincolo matrimoniale, si accontenta di qualche blando sfottò all’apparente amenità dei villaggi-vacanze e sembra non trovare di meglio del proporre a più riprese una gag puerile e vetusta come quella del bambino incontinente. Non meno vacuo e frettoloso è poi il disegno dei personaggi, informe galleria di tipi appena abbozzati e di scarso appeal, in una totale noncuranza nella caratterizzazione della quale, paradossalmente, a risentire di più è la coppia protagonista Vaughn-Akerman. E sì che con un interprete di cotanta stazza e dissacrante verve, il gioco era già praticamente fatto. Ma la vera pecca del film è la regia dell’attore Billingsley (Iron man, The break up, Four Christmases), costruita quasi interamente su un estenuante, considerate le quasi due ore di pellicola, continuum di campi controcampi, e talmente priva di idee da buttare alle ortiche anche i due soli momenti effettivamente spassosi, quali la lezione di yoga e la sfida-duello a Guitar hero. In tutto ciò, lo swinger Favreau produce, co-sceneggia, recita. E non si può fare a meno di chiedersi, con una punta di rammarico, quali esiti avrebbe potuto dare il suo apporto anche dietro la macchina da presa. Ma di questi rovelli da critico a Hollywood poco importa, e d’altra parte il pubblico statunitense sembra aver, nonostante tutto, apprezzato, visto l’exploit ai botteghini. E l’ente del turismo di Tahiti ringrazia. (Caterina Gangemi)

 

 

Trailer:

 

 

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