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L'estate di Giacomo
Scritto da Emanuele Rauco   
Friday 03 August 2012

In sala dal 20/07/2012 Genere Drammatico
Regia Alessandro Comodin Con Giacomo Zulian, Stefania Comodin, Barbara Colombo
Paese Italia, 2011 Durata 78’
Distribuzione Tucker Film

► Tra il pedinamento zavattiniano e il racconto di formazione, l'esordio di Comodin nel lungometraggio è un piccolo gioiello di poesia delicata ed empatica...

 

Recensione

Bisogna avere pazienza e cercare, ma alla fine si viene premiati. Chi denuncia lo stato spesso catatonico del cinema italiano, specie mainstream, non dovrebbe perdere L'estate di Giacomo, primo lungometraggio di Alessandro Comodin, prodotto tra l'Italia e la Francia grazie all'impegno, anche distributivo di Tucker Film.

Protagonista è il Giacomo del titolo, ragazzo sordo da piccolo, e la sua estate nella campagna friulana, tra laghi, boschi e l’amica Stefania, la bellezza della vita e i primi sentimenti amorosi. Scritto dallo stesso regista, L'estate di Giacomo pare di primo acchito un racconto d'iniziazione ma sorprende lo spettatore per la fluidità di un racconto che sembra negare la via della narrazione comunemente intesa.

Seguendo vie che hanno più a che fare con le teorie del pedinamento di Zavattini che con le pratiche neorealiste di De Sica, Comodin racconta la libertà come tema centrale non solo nel film, ma anche come cardine umano, mettendo in scena un piccolo poema panico in cui far respirare allo spettatore la stessa carnalità, la stessa sensualità soffusa dei personaggi; e ci riesce proprio in virtù di una libertà che fa il paio con quella dei protagonisti, permettendogli di seguire letteralmente i personaggi (l'incipit è un lungo cammino nel bosco, coi nostri ripresi di schiena) con sensibilità, rendendo materiale la vitalità dei luoghi e soprattutto dei corpi, ma anche l'ingenuità di menti ancore relativamente pure, come nella bellissima scena della giostra.

Appoggiandosi a un'improvvisazione quasi totale, Comodin affianca in modo sempre più dolce e sempre meno invasivo temi quasi mitici come il rapporto tra natura e adolescenza, sesso e seduzione, regalando un film che muovendosi tra due concezioni antitetiche del cinema riesce a pescare il meglio da ognuna, chiudendo con dolcezza un gioiellino che pecca solo nell'ultima parte, quasi staccata dal resto. Ma non meno bella. (Emanuele Rauco)

 

Trailer:

 

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