| L'erede |
| Scritto da Martina Calcabrini | |
| venerdì 08 luglio 2011 | |
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►Zampino realizza un buon thriller psicologico dalle atmosfere noir, condite con una musica sacra e profana composta dall'eccellente Riccardo Della Ragione.
Recensione
Quando si pensa all'opera prima di un regista, si tende (ingiustamente) a dare per scontato che il risultato non sia eccellente. Sebbene il più delle volte la previsione si dimostri giusta, può capitare (raramente) che ci siano delle eccezioni. Ecco il caso de L'erede, primo lungometraggio diretto da Michael Zampino, talentuoso regista francese premiato internazionalmente per la direzione dei suoi cortometraggi. La pellicola racconta la storia di Bruno, un affermato (e benestante) radiologo romano che, alla morte del padre, eredita un'antica villa nel cuore della natura abbruzzese. Indeciso sul destino dell'immobile, l'uomo decide di effettuare dei lavori di restauro per poi, eventualmente, venderlo. Il suo soggiorno, però, viene disturbato dai rumorosi, violenti e indisponenti vicini di casa che, con le buone o con le cattive, cercano di convincerlo a vendergli la casa. E mentre lotta con sè stesso per mantenere un comportamento civile ed educato, Bruno scopre l'oscuro passato di un padre poco presente ma (probabilmente) troppo idealizzato. L'erede presenta una trama semplice, immediata, quasi lineare, eppure non è un'opera banale. Zampino si dimostra, sin dalla prima scena, un regista appassionato e motivato, capace di realizzare ambigue ed irrequiete sequenze notturne senza calcare troppo la mano, lasciando agli eventi la possibilità di scorrere come dovrebbero. Alessandro Roja e Guia Jelo riescono a calarsi perfettamente nella parte, sposando i propri ruoli fino in fondo, ma l'interprete migliore è, senza ombra di dubbio, Davide Lorino, affermato attore italiano che, minimamente scoraggiato dalla necessità di ingrassare e acquistare massa, da vita ad un personaggio cattivo ma ingenuo, brutale ma infantile, violento ma insicuro. Nonostante gli involontari (?) riferimenti a Raimi e ad Avati, Zampino realizza un buon thriller psicologico dalle atmosfere noir, condite con una musica sacra e profana composta dall'eccellente Riccardo Della Ragione. (Martina Calcabrini)
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In sala dal 8/07/2011 Genere Drammatico, Noir



















