| Le amiche della sposa |
| Scritto da Martina Calcabrini | |
| lunedì 22 agosto 2011 | |
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►Paul Feig firma una buona commedia americana, giocando la carta dell'isterismo femminile a ridosso del grande passo...
Recensione
Dopo il clamoroso (quanto inaspettato) successo di Una notte da leoni, era logico che la fabbrica dei sogni hollywoodiana, prima o poi, pensasse di realizzarne una divertente versione al femminile. Come tutti sanno, gli uomini e le donne vivono il matrimonio in modo differente: i primi pensano soltanto al modo migliore per divertirsi prima di infilare l'anello al dito e diventare, per sempre, "uomini seri a tutti gli effetti"; le seconde, invece, facendo del matrimonio il proprio obiettivo di vita, vogliono che tutto sia perfetto e quindi cercano di organizzare al meglio ogni dettaglio dell'evento. Le amiche della sposa quindi, gioca la carta dell'isterismo femminile a ridosso del grande passo. Annie e Lillian sono amiche sin da quando erano bambine e hanno sempre condiviso tutto. La prima è una donna nevrotica e insicura, una di quelle che sceglie sempre l'uomo sbagliato e poi soffre terribilmente quando lui si stufa e la molla; la seconda, è una donna forte e determinata che, dopo appena otto mesi di fidanzamento, decide di sposarsi. Come vuole la tradizione, Annie è eletta damigella d'onore il cui compito sarà quello di organizzare l'addio al nubilato dell'amica insieme ad altre tre "amiche". Ma l'invidia e la gelosia regnano sovrane nell'universo femminile delle donne... Divertente, irriverente, al limite del surreale, l'esordiente Paul Feig firma una buona commedia americana, una di quelle che, tra pop corn e coca cola, permette ad un gruppo di amiche di passare una bella serata al cinema. Eppure, nonostante le costanti risate, Le amiche della sposa è un film troppo lungo che finisce, spesso, per proporre situazioni che servono soltanto ad allungare il brodo. Fatta eccezione per questa (piccola) pecca, però, la pellicola funziona: le attrici risultano simpatiche e motivate, le gaffe giungono inaspettate, la musica movimenta (a ritmo) gli eventi. Insomma, un combattivo e roseo addio al nubilato che rivaleggia degnamente con un addio al celibato diviso tra sbronze, neonati e scimmiette dispettose. (Martina Calcabrini)
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