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Lanterna verde
Scritto da Emanuele Rauco   
lunedì 29 agosto 2011

In sala dal 31/08/2011 Genere Azione
Regia Martin Campbell Con Ryan Reynolds, Blake Lively, Peter Sarsgaard, Mark Strong, Tim Robbins
Paese Usa, 2011 Durata 120'
Distribuzione Warner Bros Italia

Il celebre e amato personaggio DC Comics sprecato e reso infantile dal film di Martin Campbell con Ryan Reynolds...

 

Recensione

Tra gli appassionati di fumetti, Lanterna verde – personaggio nato nel '40, ma reso grande trent'anni dopo dalla penna di O'Neal e dalle matite di Adams – è uno dei personaggi più amati in assoluto. Di fronte a questo film di Martin Campbell si fatica a capirne il perché, e a rintracciare le radici di un culto quarantennale: gli elementi potenziali vengono quasi del tutto bloccati sul nascere.

Il film racconta di Hal Jordan, pilota dell'aviazione americana particolarmente spericolato, che viene scelto per diventare il primo umano a far parte delle Lanterne verdi, un gruppo di difensori dell'universo. E tanto per gradire, deve difendere la Terra dallo scienziato pazzo Hammond e dal parassita alieno Parallax. Greg Berlanti, Michael Green, Marc Guggenheim e Michael Goldenberg prendono spunti da varie serie e archi narrativi del mondo DC Comics per trarne un film che sbaglia obiettivi e toni.

Aperto da un prologo di puro fantasy e continuato da una sorta di Top Gun, prima di arrivare al succo il film racconta di Guardiani provenienti da tutto l'universo, che mantengono la pace con la forza di volontà (colore verde) contro la tirannia della paura (colore giallo) e che hanno come arma e super-potere quello dell'immaginazione, potendo creare qualunque cosa abbiano in mente; peccato che questo arsenale visionario venga del tutto sprecato da Campbell, il quale ritiene opportuno, in ossequio alle abitudini industriali e dello spettatore, adagiarsi su tutti i cliché del caso, scegliere il tono del pilota televisivo e raccontare la meno interessante parte dello scienziato che conquista il mondo.

La sceneggiatura è infantile e inadeguata, oltre che legata a un vecchio concetto di cine-comic e di fumetto, la regia di Campbell non è all'altezza della sua fama di ottimo direttore d'azione (suoi due tra i migliori Bond, Goldeneye e Casino Royale) rendendo tutto molto piatto, gli effetti speciali sfociano nella brutta animazione home-video e le musiche di James Newton Howard scimmiottano Superman. Come se non bastasse, Ryan Reynolds contribuisce a mantenere bambinesco il tono del film: un'occasione sprecata in ogni senso che minaccia un seguito. (Emanuele Rauco)

 

Trailer:

 

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