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L'amante inglese
Scritto da Emanuele Rauco   
giovedě 04 marzo 2010

In sala dal 05/03/2010 Genere Drammatico
Regia Catherine Corsini Con Kristin Scott Thomas, Sergi López, Yvan Attal, Bernard Blancan, Aladin Reibel
Nazione Francia, 2009 Durata 85'
Distribuzione Teodora Film

Intenso e secco melodramma moderno, dove i personaggi e i loro contesti vincono (come ogni mélo) sui sentimenti.

 

Recensione

Sul melodramma come specchio realistico della classica storia d’amore lavora il nuovo film di Catherine Corsini, che riesce a donare una vena di crudo cinismo al suo film sentimentale.

Suzanne è una donna energica ed elegante, sposata a un marito tutto d’un pezzo e benestante; la vicinanza a Ivan, operaio che sta lavorando a casa sua, la porta a perdersi in una passione che i problemi economici proveranno a far sgonfiare. Dramma sociale e urbano, oltre che melodramma puro, che la sceneggiatura della regista con Gaelle Macé sa costruire lungo un doppio percorso che il titolo originale (Partir, partire) traduce perfettamente – anche perché l’italiano non ha senso, essendo lei la protagonista.

Infatti il film parla dei viaggi fisici e sentimentali dei personaggi e di come questi siano simboli degli spostamenti effettivi, ma soprattutto della difficoltà per ogni “viaggiatore” di raggiungersi veramente: se Ivan ha viaggiato dalla Spagna, lasciando una figlia, per approdare in Francia, Suzanne parte dalla sua casa ricca e dalla sua vita per scoprire un altro luogo, difficile e scorbutico, ma non per questo meno affascinante e foriero di scoperte. Ma il peso del passato e dei legami si fa sentire e, se la figlia di Ivan è un problema risolvibile, le bizze economiche del marito di lei lo sono molto meno. Per questo incontro di “stranieri in terra straniera”, Corsini sceglie un tono secco, rispettoso sia nella distanza con cui guarda i personaggi sia nella messinscena – né pudica né scabrosa – della loro passione, dipingendo un quadro attento all’interno di una cornice piuttosto solita.

Divisa nettamente in due, nel senso dell’antinomia tra passione e denaro, la sceneggiatura poggia più sulla credibilità dei personaggi che sulle azioni, anche se il finale, in cui le ragioni della realtà si scontrano su quelle dell’amore (giocando una battaglia impari sul fronte dell’immaginario), è molto emozionante, tanto che Corsini preferisce lasciare al suo racconto e ai suoi attori il compito di arrivare al pubblico attraverso la strada della semplicità, ma anche dell’umanesimo formale. Una delle poche opzioni praticabili, quando si affiatano due attori come Sergi Lopez, in un ruolo che pare cucitogli addosso, e Pristine Scott Thomas, straordinaria per intensità e vera luminosità. La vendetta dell’amore su una cosa tanto futile come la realtà. (Emanuele Rauco)

 

Trailer:

 

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