Home arrow Pop Corn arrow La battaglia dei tre regni

La battaglia dei tre regni
Scritto da Emanuele Rauco   
Saturday 24 October 2009

In sala dal 23/10/2009 Genere Epico
Regia John Woo Cast Tony Leung, Takeshi Kaneshiro, Zhang Fengyi, Chang Chen, Zhao Wei
Nazione Hong Kong, 2009 Durata 148’
Distribuzione Eagle pictures

Possente racconto epico e storico in cui la difficoltà di John Woo in un genere da lui poco battuto, si scioglie grazie a sequenze di grande impatto visivo.

 

Recensione

Torna in patria il grande regista di Hong Kong, dopo una contraddittoria parentesi americana, e lo fa in grande stile, rileggendo quella tipologia di film con cui aveva cominciato la sua carriera (cioè il dramma storico venato di wuxiapian) e realizzando il più grande kolossal della storia della Cina. Woo dimostra che, oltre a strabiliare lo spettatore, sa anche ritornare al grande cinema.

Il primo ministro Cao Cao si sostituisce all’imperatore e dichiara guerra all’esercito di Liu Bei, con l’intenzione di eliminare tutti i regni esistenti. L’unica possibilità di sconfiggere il Primo Ministro è allearsi con il regno di Sun Quan per spezzare l’abnorme armata nemica. Produzione davvero immensa, scritta da Woo con Khan Chan, Kuo Cheng e Sheng Heyu - distribuita in patria in due parti per un totale di quasi 5 ore e ridotta alla metà per il mercato internazionale - in cui il genere bellico non è solo uno schema narrativo ma diventa la base concettuale e ideologica dell’intero progetto.

Infatti per raccontare una storia antica, tratta da un racconto di 700 anni e un mito della cultura asiatica, Woo usa un tema attualissimo: la guerra, costruendo l’intero impianto della pellicola come un compendio di strategie, raccontando i personaggi e la loro umanità attraverso duelli, battaglie, combattimenti e potendo così far volare il suo cinema senza doversi piegare a facili psicologismi (eccetto forse per il personaggio di Zhao Yu). Nei primi minuti si sente che Woo ha fatto fatica a rientrare in un modus produttivo e narrativo ormai quasi dimenticato, ma appena riprende contatti col suo vecchio stile (straordinaria la manovra della testuggine), immerge lo spettatore in un affresco epocale – in ogni senso – che si nutre di epica classica e respiro cinematografico invidiabile.

La sceneggiatura, vuoi per la struttura vuoi per i tagli d’edizione, non sempre gira a dovere e la regia, di fronte a un’impresa del genere, non nasconde le difficoltà (il montaggio frammentato, il digitale scoperto). Eppure Woo sa far tornare a vibrare la Storia con scene di incredibile perizia registica (come il furto delle frecce), sfiorando la poesia (come il volo della consueta colomba, in una straordinaria panoramica aerea). È ovvio che, di fronte a una magniloquenza imperiale, gli attori rischino di annegare e l’unico che s’impone nella memoria è il grande Tony Leung. Volto principale di una pellicola che sa fondere l’arcaicità di uno stile con l’incredibile modernità di un cineasta. (Emanuele Rauco)

 

Trailer:

 

 

» 1 Commento
1"Molto informativo"
il Tuesday 16 March 2010 14:41by tool
Perche non:)
» Invia commento
Email (non verrà pubblicata)
Nome
Titolo
Commento
 caratteri rimanenti
 
< Prec.   Pros. >

Recensioni

Rubriche

 

cineforum

 

 

Non cinema

 

 

Non cinema

 

TRADUTTORE

 

 

 

PARTNER

 

 

 

 

 

 

CI TROVI ANCHE SU