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L’arte di vincere
Scritto da Martina Calcabrini   
Tuesday 31 January 2012

In sala dal 27/01/2012 Genere Drammatico
Regia Bennett Miller Con Brad Pitt, Jonah Hill, Philip Seymour Hoffman, Robin Wright, Chris Pratt, Brent Jennings
Paese USA, 2011 Durata 133’
Distribuzione Warner Bros. Pictures Italia

►L’arte di vincere racconta la storia dell’America attraverso il baseball, rendendolo metafora delle strategie politiche, economiche, sociali e religiose di un’intera Nazione…

 

Recensione

Da Bennett Miller, talentuoso regista che ha raggiunto il successo con la sua opera prima, Truman Capote: a sangue freddo, potevamo aspettarci davvero di tutto. Aveva già dimostrato di saper raccontare una storia difficile, sofferta e problematica ma con questo L’arte di vincere, supera se stesso contro ogni previsione. Racconta la storia dell’America attraverso il baseball, il suo sport per eccellenza, rendendolo la metafora delle strategie politiche, economiche, sociali e religiose di un’intera Nazione. Prendendo ispirazione da Moneyball: The Art of Winning an Unfair Game, romanzo di Michael Lewis, gli sceneggiatori Aaron Sorkin e Steven Zaillian hanno raccontato la vera storia del più famoso General Manager degli Oakland’s Athletics: Billy Beane.

Dopo essere stato un giocatore della Major League, Billy Beane viene assunto come General Manager dagli Oakland’s Athletics, una valida squadra di baseball che, a causa delle scarse possibilità economiche, non può permettersi di comprare i giocatori migliori. Quando Billy, casualmente, incontra Peter Brand, un intelligentissimo giovane laureato in economia, riuscirà ad escogitare un modo sicuro (?) per accaparrarsi i giocatori migliori. Attraverso calcoli statistici, un’attenta osservazione dei singoli talenti e un valido sistema computerizzato, i due soci riusciranno ben presto a formare una squadra talmente vincente da poter rivoluzionare l’intero sistema sportivo.

Billy Beane ha rischiato davvero tutto quello che possedeva per realizzare il suo sogno, perché sapeva che, dopotutto, ci sarebbe riuscito. Eroe moderno con una passione smisurata per il proprio lavoro e per la propria famiglia, diviene ben presto il beniamino dello spettatore che, ovviamente, non può rimanere indifferente alla vicenda narrata. Un Brad Pitt in ottima forma diventa, senza accorgersene, una sorta di pugile determinato e risoluto che non si stanca di tirare pugni contro un sacco (e, moralmente, contro il sistema) perché vuole raggiungere ad ogni costo il suo obiettivo.

D’altronde, “il baseball non è altro che una guerra di logoramento”, una lotta continua contro un rigido e arcaico modo di gestire (e investire nel) lo sport. Spalleggiato da un ottimo Jonah Hill (che, finalmente, ha smesso di recitare solo in film di cattivo gusto!) e da un magistrale Philiph Seymour Hoffman, Pitt fa dimenticare subito i tempi in cui nascondeva le proprie doti attoriali dietro uno stupendo faccino angelico. L’arte di vincere, dunque, è un’ottima pellicola drammatica che ricorda al pubblico che nessun calcolo matematico, nessuna statistica, nessuna esattezza numerica potranno mai cancellare il peso emotivo di ogni azione, nemmeno quando si tratta di una titanica (e rivoluzionaria) impresa sportiva. (Martina Calcabrini)

 

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