| Iron Man 2 |
| Scritto da Caterina Gangemi | |
| giovedì 29 aprile 2010 | |
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► Pirotecnico, chiassoso e un po’ coatto, il secondo capitolo delle avventure del supereroe Marvel, gioca nettamente sul piano di una spettacolarità spinta al limite, che ben rispecchia l’origine fumettistica del personaggio.
Recensione
L’abbiamo lasciato con la clamorosa rivelazione al mondo della sua identità segreta, e ora è tornato: ancora più potente, nella sua sfavillante armatura rossa e oro, più viveur e spregiudicato, e perfino, se possibile, irresistibilmente più piacione. Parliamo, naturalmente di Iron Man, corazzato alter ego del miliardario magnate delle armi Tony Stark (Robert Downey Jr.), questa volta costretto a destreggiarsi tra l’ennesima minaccia all’umanità, ordita dallo spietato Justin Hammer (Sam Rockwell) - concorrente nell’industria bellica e nemesi fighetta e cialtrona del protagonista - con l’ausilio di Ivan Vanko (Mickey Rourke), possente fisico russo esperto di tecnologia con un passato da vendicare, e un altrettanto terribile nemico: se stesso. O, per l’esattezza, il suo prezioso corpo minato nella salute proprio dal nuovo cuore al plutonio, ormai prossimo all’obsolescenza. Lo aiutano nell’impresa, i compari di una volta: il colonnello Rhodey Rhodes (Don Cheadle, che rimpiazza Terrence Howard) specializzato nel tenere a freno i capricci dell’amico playboy, e l’efficiente segretaria “tacco 12” Pepper Potts (Gwyneth Paltrow) a sua volta alle prese con una temibile quanto procace rivale nella corsa alle grazie del boss. Pirotecnico, chiassoso e un po’ coatto, il secondo capitolo delle avventure del supereroe Marvel, forte del successo e degli incassi del precedente, gioca nettamente sul piano di una spettacolarità spinta al limite, che ben rispecchia l’origine fumettistica del personaggio, assicurando due ore di divertimento adrenalinico e disimpegnato. Calcando la mano su uno humor fatto di battute a raffica, efficacemente sostenute da un cast in gran forma, lo sceneggiatore Justin Theroux (Tropic Thunder) non si preoccupa troppo di approfondire alcune sottotrame, lasciando parzialmente inespresso il potenziale di alcuni dei personaggi più interessanti (La vedova nera di una Scarlett Johansson bellissima ma imbambolata, ad esempio, e lo stesso Ivan Vanko). A colmare le veniali lacune narrative, interviene però puntuale, la regia dell’ottimo Jon Favreau, che si conferma più che mai abile nel dosare con efficacia, comicità e azione, alternando gag esilaranti e condotte nel pieno rispetto dei tempi della miglior commedia a lui congeniale, e sequenze di combattimento di dirompente potenza visiva, su tutte quella al Grand Prix di Montecarlo nella quale fa la sua prima apparizione, in versione Whiplash, il rivale sovietico di Tony. Doveroso, poi, spendere qualche parola sugli interpreti, a partire da un Robert Downey Jr. muscoloso e affascinante come non mai, dotato di physique du role strategico nell’avvicinare quel pubblico femminile solitamente riluttante al genere. Il suo gigioneggiare (complice la consorte Susan in produzione) è ben fronteggiato dalla simpatica idiozia dell’autoironico Sam Rockwell. Favreau che, nelle vesti del corpulento tuttofare Happy Hogan, si concede più pose del necessario, a svantaggio di un sottostimato Mickey Rourke (che per dare maggiore realismo al personaggio è andato perfino a risciacquare i panni nel Volga) dalla dirompente presenza scenica, in sé pienamente in grado di riempire ogni fotogramma. Insomma, Iron man 2 altro non è che un è bel giocattolone che, libero dalle esigenze didascaliche e introduttive che avevano caratterizzato il predecessore, può finalmente concentrarsi su ciò per cui è stato costruito: l’intrattenimento di qualità. E ci riesce egregiamente. (Caterina Gangemi)
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