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In the name of the king
Scritto da Saverio O. DeSantis   
Tuesday 24 February 2009

In sala dal 27 Febbraio 2009

Regia Uwe Boll

In breve Fantasy ricco d'azione tratto dal noto videogame Dungeon Siege. Cast stellare capitanato dal nuovo action-hero Jason Statham.

 

IN THE NAME OF THE KING

Titolo originale In the name of the king: a Dungeon Siege tale
In sala dal 27 febbraio 2009 Genere Fantasy, azione
Regia Uwe Boll Paese Usa, 2007
Cast Jason Statham, Leelee Sobieski, John Rhys-Davies, Ron Perlman, Claire Forlani, Kristanna Loken
Durata 127 min Distribuzione One movie

 

 

Nuova opera del tanto massacrato regista tedesco Uwe Boll (considerato il peggiore di tutti i tempi), In the name of the king è un b-movie travestito da blockbuster che gioca col fantasy, s’intrattiene con l’azione e strizza un timido occhietto all’horror.

Il contadino Farmer vive in tranquillità con la sua famiglia nel 'periferico' villaggio di Stonebridge. La sua vita prende una piega inaspettata quando i Krug – brutali esseri mostruosi e vandalici – durante una razzia, uccidono suo figlio e rapiscono sua moglie. Farmer, pronto a tutto, si lancia in battaglia contro l’orda mostruosa, deciso a vendicare il piccolo Zeph e salvare la sua amata Solana.

È abbastanza esagerato considerare Uwe Boll il peggior regista della storia: come lui ce ne sono fin troppi. Ma una cosa è certa: il regista tedesco non si impegna per scrollarsi di dosso l’infame etichetta. Peccato, perché mancherebbe davvero poco per confezionare, se non capolavori del cinema, quantomeno prodotti gradevoli e onesti. Gli basterebbe, per esempio, tenere un po’ più a freno quella sciatteria che sfugge continuamente di mano e che lo porta - anche in questa sua ultima fatica - ad avvallare dialoghi infantili, ad ostentare effetti speciali (e di make up) davvero spiccioli e a trascurare l’importanza di uno script che non suoni frettoloso e disorganizzato. Tutto questo affossa ogni buon proposito di Boll e trascina In the name of the king nel calderone delle opere senza infamia e senza lode: non infastidisce ma neanche esalta, scorre piatto come un’asse da stiro. Meno male che c’è Jason Statham… (Saverio O. DeSantis)

 

Trailer:

 

 

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