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Immortals
Scritto da Martina Calcabrini   
Saturday 12 November 2011

In sala dal 11/11/2011 Genere Azione, Fantasy
Regia Tarsem Singh Con Henry Cavill, Freida Pinto, Mickey Rourke, Kellan Lutz, Isabel Lucas, John Hurt, Stephen Dorff
Paese USA, 2011 Durata 110’
Distribuzione 01 Distribution

Immortals è un’ottima pellicola di intrattenimento che preferisce la profusione di effetti speciali e tridimensionali ad un’alta dose di azione e adrenalina…

 

Recensione

La grandezza di un uomo non è proporzionale alla sua forza fisica, bensì relativa (quasi) esclusivamente alla sua nobiltà d’animo. Una verità universale, questa, che ha radici letterarie, religiose, cinematografiche. Recentemente molte pellicole hanno deciso di trasporre sul grande schermo i grandi miti dell’antica Grecia, basti pensare a Troy, 300 e Scontro tra titani. Seguendo l’onda del successo, anche Immortals, il nuovo lavoro di Tarsem Singh, parlando dell’epico scontro tra divinità e giganti, vincitori e vinti, ammonisce gli uomini per la loro costante brama di potere.

Re Iperione incolpa gli dei per la morte di sua moglie e di sua figlia. Divenuto miscredente, ordina al proprio esercito di invadere la Grecia, distruggendo case, radendo al suolo i villaggi e uccidendo qualsiasi essere vivente, uomo o donna. La sua sete di sangue, però, non si placa e, vittima dopo vittima, Iperione vuole riuscire a sfidare direttamente le divinità. Nessun umano, però, potrebbe mai uccidere un dio a meno che, entrando in possesso dell’arco di Epiro, non riesca a liberare i Titani rinchiusi da secoli nelle viscere del Monte Tartaro. E mentre Iperione cerca bramosamente il nascondiglio dell’arco, gli dei, fidandosi del giudizio di Fedra, l’Oracolo della Sibilla, affidano a Teseo, un semplice contadino, il compito di fronteggiare il perfido Iperione e salvare l’umanità.

Sebbene Teseo sia l’indiscusso protagonista di Immortals, gli sceneggiatori Vlas e Charley Parlapanides, al loro esordio cinematografico, poco (e niente) hanno sottratto dalla storia “vera” del mitologico Re di Atene. L’affascinante episodio del Minotauro, ad esempio, diviene un banale scontro tra un uomo e un (aspirante) mostro dalla maschera di filo spinato, mentre la tragica vicenda di Arianna, figlia del Re Minosse, viene sostituita dall’intrigante storia d’amore tra il guerriero e la sacerdotessa Fedra. L’incontro-scontro tra uomini, divinità, oracoli e titani, insomma, viene relegato in secondo piano rispetto all’invasione di effetti speciali che dominano ogni fotogramma. Davanti al meritato successo di 300, Tarsem Singh infatti, decide di abbondare con gli effetti digitali e di creare scenografie "disegnate" e colorate con tonalità forti, intense, contrastanti.

Per (cercare di) sorpassare il successo del collega Zack Snyder, il regista indiano aggiunge un uso estremizzato e marcato del 3D che aiuta lo spettatore a sentirsi parte integrante della vicenda. Ma se Singh, con 4 anni di vantaggio, supera Snyder per la tecnologia avanzata di cui dispone, il regista americano sconfigge il rivale su tutto il resto. 300, infatti, presupponeva una sceneggiatura scarna ma definita con protagonisti forti e determinati. Immortals, invece, mette in scena una storia barocca, enfatica, a volte esagerata, che finisce, ben presto, per confondere il pubblico. Gli dei, da sempre rappresentati come divinità anziane, sagge ed esperte, divengono dei giovani acerbi e arroganti che si mettono in posa come i modelli delle nostrane pubblicità di gioielli. Il nuovo lavoro di Tarsem Singh, insomma, è un’ottima pellicola di intrattenimento che preferisce la profusione di effetti speciali e tridimensionali ad un’alta dose di azione e adrenalina. (Martina Calcabrini)

 

 

 

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