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Il debito
Scritto da Emanuele Rauco   
venerdì 16 settembre 2011

In sala dal 16/09/2011 Genere Drammatico
Regia John Madden Con Helen Mirren, Tom Wilkinson, Ciaran Hinds, Jessica Chastain, Sam Worthington, Martin Csokas
Paese Usa, 2010 Durata 113'
Distribuzione Universal Pictures

Remake americano di un film israeliano, il film di John Madden resta al livello dei suoi bravi attori e spreca il potenziale...

 

Recensione

L'olocausto è la pagina più buia della storia del 20° secolo, se non della storia dell'uomo, e in un modo o nell'altro è stato raccontato al cinema di continuo. Più raro è invece il racconto delle conseguenze della Shoah e del sentimento di vendetta del popolo israeliano: dopo Munich di Spielberg, Hollywood racconta la guerra del Mossad (il servizio segreto israeliano) ai latitanti nazisti ne Il Debito, film che John Madden – noto per Shakespeare in Love – ha tratto da Ha-Hov, pellicola del 2007 diretta da Assaf Bernstein.

La storia parte dal presente, quando Rachel, Stefan e David si riuniscono per celebrare l'anniversario della missione in cui uccisero un ex-gerarca nazista latitante, e arriva negli anni '60, quando i tre da giovani si mettono sulle tracce del criminale di guerra, svelando segreti che avrebbero voluto seppellire. Matthew Vaughn (Kick-Ass, X-Men-L'inizio), Jane Goldman e Peter Straughan adattano la sceneggiatura di Bernstein e Ido Rosenblum traendone un drammatico thriller spionistico che si confronta con alcuni nodi della cultura ebraica.

Il film infatti parte da un sentimento universale come quello della vendetta e lo declina in variabili via via più accurate, peculiari, che fanno tesoro del patrimonio yiddish e della sua rilettura israeliana, per raccontare il senso di colpa, la consapevolezza del Male, il rapporto sotterraneo con la letteratura; quello di Madden però, è un Munich semplificato, che non esita quando il gioco si fa più difficile a ricorrere alle convenzioni hollywoodiane, nei personaggi e nei loro risvolti, finendo per deludere parte delle attese.

Più che la regia, che a dispetto del curriculum di Madden sa sfoderare almeno un paio di ottime scene di tensione (il rapimento di Vogler e la precedente seduta dal ginecologo, il finale nell'ospedale psichiatrico, degno di Le Carrè), il problema è di una sceneggiatura che gestisce male le varie trame, i loro risvolti e la conseguente suspense. E allora, cuore e motivo della visione restano gli attori: sei, tutti bravissimi. E se Helen Mirren e la lanciatissima Jessica Chastain – interpretano Rachel nelle varie età – s'impongono nella memoria, vale la pena elogiare almeno Tom Wilkinson e la rivelazione Martin Csokas, fattori vincenti di un film che invece si accontenta del pareggio. (Emanuele Rauco)

 

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