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Il castello nel cielo
Scritto da Martina Calcabrini   
Tuesday 24 April 2012

In sala dal 26/04/2012 Genere Animazione
Regia Hayao Miyazachi
Paese Giappone, 1986 Durata 124’
Distribuzione Lucky Red

►Capolavoro d’animazione giapponese che, seguendo gli stilemi della favola antica, strizza l’occhio a tutta la filmografia precedente di Hayao Miyazachi…

 

Recensione

Ci sono tesori che non perdono di valore con il passare degli anni. Lo sa bene la Lucky Red che, dopo Il mio vicino Totoro e Porco Rosso, recupera un altro capolavoro d’animazione giapponese, Laputa – Il castello nel cielo di Hayao Miyazachi.

La piccola Sheeta è tenuta prigioniera dal cinico colonnello Muska a bordo di un'aeronave diretta verso la fortezza Tedis. Durante il volo, in una notte rischiarata dalla luna, il veicolo viene attaccato da una banda di pirati guidata dall'intrepida Dola, che vuole impossessarsi del ciondolo che la ragazzina porta al collo. Questo ha un valore inestimabile: permette di vincere la forza di gravità e localizzare la leggendaria isola fluttuante di Laputa, dove - si racconta - sono custoditi immensi tesori e un potere inimmaginabile. Sheeta riesce però a fuggire, finendo tra le braccia di un giovane minatore di nome Pazu che deciderà di aiutarla a tornare a casa, dimostrando così, a se stesso e agli altri, che suo padre non era un pazzo visionario.

La poeticità racchiusa in ogni fotogramma, la musicalità degli elementi naturali che stride con la disarmonia di quelli meccanici, la dolcezza dei protagonisti e la denuncia dell’avidità umana, riescono a rendere ameno anche il paesaggio meno incantato. La mano di Miyazachi è assolutamente inconfondibile, il suo stile di ripresa e la sua caratterizzazione dei personaggi racchiude qualcosa di fiabesco. Laputa – Il castello nel cielo, seguendo gli stilemi della favola antica, strizza l’occhio a tutta la filmografia precedente dell’autore, da La Principessa Mononoke a Nausicaä della valle del vento e da Conan, il ragazzo del futuro a Lupin III. La sua ispirazione maggiore, però, è Nadia – Il mistero della pietra azzurra, una storia d'amore e speranza che tanto ricorda la (dis)avventura dei nostri protagonisti.

Sheeta è una specie di Anna dai capelli rossi, tanto dolce e sensibile quanto il “canto” delle aeropietre magiche. Pazu, da parte sua, è un condottiero valoroso, un figlio devoto e un amico fedele. Anche la banda dei pirati, inoltre, mostra una delicatezza naturale nascosta dietro la maschera dei corsari dei mari e dei cieli. Ma niente e nessuno, risulta più vero di un sentimento autentico espresso con piccoli gesti. E Miyazachi, seppur con 26 anni di ritardo, riesce finalmente a ricordarcelo. (Martina Calcabrini)

 

Trailer:

 

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