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I love Radio Rock
Scritto da Caterina Gangemi   
Monday 01 June 2009

In sala dal 12 Giugno 2009 Genere Commedia
Regia Richard Curtis Con Rhys Ifans, Nick Frost, Bill Nighy, Philip Seymour Hoffman, Emma Thompson
Paese Germania/Gran Bretagna, 2009 Durata 129'
Distribuzione Universal Pictures

“Se Dio fosse un Dj, sarebbe alla console di Radio Rock!”.

 

Recensione

Impacciato e irrequieto, il diciottenne Carl (Tom Sturridge) ha ancora tutto da imparare dalla vita. E quando, dopo l’ennesima bravata scolastica, viene spedito dalla mondana madre a meditare sulle sue colpe presso il padrino Quentin (Bill Nighty), tutto può immaginare fuorché che quella che doveva essere una punizione si rivelerà un’esperienza straordinaria. Luogo di detenzione è infatti la Dunkirk, sgangherato barcone ancorato al largo delle coste britanniche, sede della celeberrima Radio Rock della quale Quentin è il direttore: la più importante radio pirata del decennio, che trasmette i successi del momento 24 ore su 24, sfidando le vetuste e noiose emittenti istituzionali.

Al suo arrivo a bordo, Carl viene accolto con entusiasmo da uno strampalato e assortito equipaggio di pirati del rock, capitanato dal Conte (Philip Seymour Hoffman), americano esuberante e irresistibile, e che comprende, tra gli altri, il sarcastico Dave (Nick Frost), l’ingenuo e romantico Simon (Chris O’Dowd), il tenebroso seduttore Midnight Mark (Tom Wisdom), lo sfigato Angus (Rhys Darby) e il vecchio hippy rintronato Bob (Ralph Brown). Infine Felicity (Katherine Parkinson), unica donna della ciurma, lesbica disillusa e cuoca sopraffina. La vita a bordo procede egregiamente, tra esilaranti imprevisti di trasmissione, visite di graziose e compiacenti fanciulle e inaspettati ritorni, come quello del più grande Dj d’Inghilterra, il carismatico Gavin (Rhys Ifans), reduce da una parentesi riabilitativa negli Usa. Intanto sulla terraferma, il bacchettone Ministro Dormandy (Kenneth Branagh), ce la mette tutta per ristabilire l’integrità morale di una rinata Swingin’ London dichiarando guerra aperta ai fuorilegge dell’etere..

Dal regista di Love Actually, Richard Curtis, un’entusiasmante commedia corale che è insieme racconto di formazione, affresco generazionale e appassionato elogio della ribellione contro ogni forma di ipocrisia e moralismo. Colorato e chiassoso, irriverente e goliardico, pur con una spruzzatina di malinconia, impeccabile nella ricostruzione del decennio più trasgressivo del Novecento, I love radio rock (The boat that rocked), è soprattutto un modello di ottima regia e interpretazioni strepitose. Numerose le sequenze memorabili, su tutte l’epica sfida ad alta quota tra i due rivali del microfono, Il Conte e Gavin, e i festeggiamenti del capodanno, con uno spassosissimo montaggio alternato a contrapporre il mesto pranzo in famiglia del reazionario burocrate Dormandy, con le sfrenate bisbocce dell’allegra comitiva.

Eccellente il cast, che regala una galleria di personaggi memorabili, tra i quali spiccano il Conte di un Philip Seymour Hoffman generoso e carnale e il vanesio dandy lisergico di Rhys Ifans, un autoironico e insolitamente controllato Branagh e la rivelazione Nick Frost, che di film in film si conferma uno degli interpreti brillanti più interessanti del momento. E poi c’è la musica, vera protagonista del film, onnipresente ma mai invasiva, in grado di abbracciare il meglio del pop-rock britannico di quegli anni al caldo sound della Motown, in una selezione non scontata e lontana da tentazioni nostalgiche. Dalla prima Dusty Sprinfield di You dont have to say you love me alle Supremes di Diana Ross, dal Surf dei fratelli Wilson alle sonorità acide di Who e Kinks, e ancora Cat Stevens, con la sua ballad immortale Father and son, e il blues dei Cream e di Jeff Beck, Otis Redding e Smokey Robinson, Jimi Hendrix e David Bowie, fino all’immancabile A Whiter shade of pale dai Procol Harum. Impossibile chiedere di meglio, insomma. Ed è quasi fin troppo facile tessere le lodi e acclamare i love radio rock come un film straordinario, sicuramente uno dei migliori della stagione, ma d’altra parte, da qualunque angolazione lo si guardi, è impossibile trovargli un difetto. (Caterina Gangemi)

 

 

Trailer:

 

 

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