| I baci mai dati |
| Scritto da Emanuele Rauco | |
| giovedì 28 aprile 2011 | |
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►Curiosa e intelligente parabola camp sulla religione e i miracoli che Roberta Torre dirige con estro e qualche scompenso stilistico...
Recensione
L’apertura ufficiale del Controcampo italiano alla scorsa Mostra del cinema di Venezia è stata affidata a Roberta Torre, regista milanese-napoletana di Tano da morire e Angela, che torna in sala con una strana commedia spirituale. I baci mai dati racconta di una ragazza che sogna la Madonna e viene creduta una santa, così la gente inizia a chiederle miracoli. Ma quello che vorrebbe lei è soltanto la tranquillità e l’affetto di una madre ambiziosa. Scritto dalla regista con Laura Nuccilli, il film è una favola che riecheggia lo sguardo misticamente ateo di Bunuel e Bellocchio attraverso l’amore per il pop, i colori, l’estetica kitsch. I baci mai dati racconta una povertà sopra le righe, che per sopravvivere ha bisogno di credere disperatamente nei santi, ma in cui la religione diventa anche mezzo politico e sociale di scalata e opportunismo. Pellicola affascinante nonostante le incertezze e le semplificazioni, che sa coniugare un discorso estetico sul filo dell’eccesso a un equilibrio stilistico interessante, che ha il principale difetto nell’incoerenza strutturale del negozio di parrucchiera, luogo dove per stile e toni si guarda a Corsicato, senza apparente motivo. Il cast però conferma la mano felice nella direzione degli attori, dalla piccola Carla Marchese alla seducente Donatella Finocchiaro fino a Piera Degli Esposti – maligna strega-coiffeuse – ormai abituata ai ruoli da cattiva. (Emanuele Rauco)
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In sala dal 29/04/2011 Genere Drammatico



















