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Hanna
Scritto da Emanuele Rauco   
mercoledì 10 agosto 2011

In sala dal 12/08/2011 Genere Thriller
Regia Joe Wright Con Saoirse Ronan, Cate Blanchett, Erik Bana, Olivia Williams
Paese USA, 2011 Durata 111'
Distribuzione Warner Bros.

Una spy story al sapore di fiaba che Joe Wright mette in scena con straordinaria perizia e meno lucidità...

 

Recensione

Nel parlare e riflettere sul cinema, da anni ci si chiede cosa sia più importante, fondante in un film, se la base narrativa della sceneggiatura o il costrutto visivo della regia. Domanda che si ripropone con Hanna, il nuovo film di Joe Wright (Espiazione), che contrappone una regia meravigliosa a una sceneggiatura deficitaria.

La storia è quella di Erik, che con sua figlia Hanna è rifugiato da anni nei boschi vicino al circolo polare, addestrando la ragazza alle arti del guerriero: da chi fuggono? Lo scoprirà la figlia quando farà partire la sua missione: obiettivo l'agente segreto Marissa Wiegler. Già il riassunto del plot fa intuire la confusione narrativa dello script di Seth Lochhead e David Farr, un'avventurosa spy story che si tinge di favola e fantascienza, ma che può vantare un prodigioso apparato filmico.

Infatti, il racconto di un'adolescenza vista da un'altra prospettiva diventa l'allegoria della crescita, della paura della perdita e dell'acquisizione di dolorose consapevolezze, ma anche il modo per permettere a Wright di rileggere in modo visionario il mondo della favole, il suo sostrato simbolico e psicologico facendolo interagire con registri e generi diversi. Il che porta a una seconda parte da commedia “realistica” e adolescenziale che poco si sposa col resto del film e che sembra diretta da un altro autore, molto meno interessante del primo.

Il difetto, come si suol dire, è nel manico di una sceneggiatura che parta da materiale di seconda mano, non sa dare sufficiente spessore alla protagonista e s'ingarbuglia nei simbolismi: ma che la regia sa portare ad alte vette di messinscena, facendone un film di luoghi e spazi ora geometrici, ora evocativi, diviso tra stilizzazione estrema e crudezza (sulla scia del cinema di Winding Refn), accompagnato dalla folgorante musica elettronica dei Chemical Brothers. E resa avvincente dal contrasto, ovviamente edipico, tra la giovinezza guerriera di Saoirse Ronan e la maturità militaresca di Cate Blanchett, entrambe favolose nel far affiorare la paura e l'emozione dalla rabbia. Basterebbe il merito di questa versione dello scontro tra Biancaneve e la matrigna, per promuovere – fatte salve le riserve – il film di Wright. (Emanuele Rauco)

 

Trailer:

 

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