| Genitori & figli: agitare bene prima dell'uso |
| Scritto da Caterina Gangemi | ||
| venerdì 26 febbraio 2010 | ||
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►Un tentativo di parlare ai più giovani attraverso un linguaggio e dinamiche lontane anni luce dall’effettiva realtà...
Recensione
Il pretesto è un compito in classe di italiano sul tema “Genitori e figli: istruzioni per l’uso”, che il professor Alberto (Michele Placido), reduce da una concitata lite notturna col figlio Gigio (Andrea Fachinetti), aspirante concorrente di reality show, assegna alla sua classe di quinta ginnasio nel tentativo di capire egli stesso qualcosa in più sul delicato rapporto tra il mondo dei ragazzi e quello degli adulti. La verifica, offre infatti a Nina (Chiara Passarelli), quindicenne matura e responsabile, l’occasione per sfogarsi con un racconto della sua, già complicata, vita, tra disastrate vicissitudini familiari, a base di genitori nevrotici freschi di separazione, relazioni clandestine degli stessi, fratello minore iperattivo e razzista, prime uscite con gli amici, tra dinamiche di branco e piccole trasgressioni, fino agli inevitabili patemi sentimentali di adolescente in attesa della “prima volta”. Da tempo autoproclamatosi, non senza l’avallo di una critica fin troppo compiacente, erede dei maestri della commedia all’italiana, Giovanni Veronesi aggiunge un altro capitolo alla sua evanescente esplorazione del costume italico cominciata con le relazioni di coppia dei due Manuale d’amore, proseguita con i vizi e le virtù dei nostri connazionali all’estero in Italians, fino ad approdare, con Genitori & Figli- Agitare bene prima dell’uso, ad un tentativo di analisi inter-generazionale, fallimentare fin dalla premessa. Nonostante il titolo lasci intendere un approccio al tema didascalico, nel suo richiamare una sorta di prontuario medico, il film si rivela, al contrario, incapace di mantenere il focus, disperdendolo in quasi due ore di situazioni sgangherate e inconcludenti, non sufficientemente approfondite da suscitare riflessioni, né al contrario provviste di verve umoristica tale da strappare qualche risata. Sceneggiatura lacunosa che riduce l’impianto corale ad un’accumulazione di sketch frettolosamente liquidati e tenuti insieme dal trito ed estenuante espediente retorico della voice-over dei Nina; regia poco più che televisiva, e una direzione degli attori che si muove dalla totale indulgenza verso il dilettantismo delle nuove leve (Passarelli, Propizio, Fachinetti), alla fiducia riposta nel mestiere dei più navigati (Orlando, Buy e Placido). E molte, troppe, urla. Questo già dovrebbe bastare, ma a peggiorare il tutto ci si mette pure un’aura di giovanilismo posticcio che non ha nulla da invidiare a Federico Moccia, con un tentativo di parlare ai più giovani attraverso un linguaggio e dinamiche lontane anni luce dall’effettiva realtà degli adolescenti di oggi, ma piuttosto, in sintonia con la visione che di essa potrebbe avere un cinquantenne che furbescamente tenta di strappare al figlio di Pipolo lo scettro di cantore degli under-18. E la dice tutta l’inutile, ma indicativo al riguardo, siparietto con Gianna Nannini (capito, Gianna Nannini!), idolo musicale della protagonista che, braccata da orde di teen-ager scalmanati, le concede l’agognato autografo sulla maglietta sponsor. E insomma, tornando al titolo e alla premessa di fondo, Genitori & Figli – Agitare bene prima dell’uso, è un film che non offre risposte, ma neppure si preoccupa di porre domande, eccetto una: ma perché nel cinema italiano, ogni tentativo di innalzamento dell’autorialità deve andare di pari passo con quello dei decibel? (Caterina Gangemi)
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