| Garfield il Supergatto |
| Scritto da Caterina Gangemi | |
| mercoledì 01 giugno 2011 | |
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►Già protagonista di due trasposizioni live-action per il grande schermo, il gatto più pigro e sornione del mondo, ritorna in versione animata 3D con una strampalata avventura fantascientifica rivolta esclusivamente al pubblico dei più piccini...
Recensione
Già protagonista di due trasposizioni live-action per il grande schermo, il gatto più pigro e sornione del mondo, creato negli anni '70 dalla penna di Jim Davis, ritorna in versione animata 3D con una strampalata avventura fantascientifica rivolta esclusivamente al pubblico dei più piccini, diretta dall'esperto di effetti visivi Mark A.Z. Dippé in collaborazione con Wonjae Lee. La storia, scritta dallo stesso Davis (pecunia non olet) snatura il popolare mondo a strisce del personaggio per giocare sull'interazione fantastica tra due mondi speculari: quello dei Fumetti e quello dei Cartoni. Al primo appartengono l'invincibile Garzooka, leader di un gruppo di supereroi del pianeta Dorkon, impegnati nella difesa del regno caduto nelle grinfie della malvagia e maliarda Vetvix; al secondo Garfield e i suoi compagni, ai quali spetta il compito di dare man forte ai loro alter-ego extraterrestri per riportare la pace e l'armonia nell'Universo. Fin dal plot, è evidente come l'obiettivo della vicenda sia quello di puntare sulla trasformazione del protagonista, costretto a mettere da parte spuntini e pennichelle per sfoderare un inedito lato eroico e coraggioso, per veicolare il consueto messaggio edificante da cartoon sui valori dell'amicizia e della solidarietà al servizio dei suoi giovanissimi spettatori. E nella stessa direzione si muove il resto di un'operazione – dallo humor puerile e smaliziato (forse pure troppo), alle caratterizzazioni didascaliche ed elementari dei personaggi; dalla grafica arrotondata e rassicurante, alla cauta verve e al ritmo dilatato di gag e scene d'azione – volta a intrattenere bambini piccolissimi, di età non superiore ai sette anni. E se a ciò si aggiunge l'inutilità pretestuosa e gratuita, visto il target di riferimento, della componente metalinguistica e di alcune blande citazioni, nonché del ricorso meramente commerciale alla tridimensionalità, è facile intuire la distanza rispetto alle recenti tendenze dell'animazione proposte da Pixar e Dreamworks, ad esempio, di un prodotto precluso totalmente ad una fruizione più adulta, che avrebbe trovato una sua più opportuna collocazione nel solo mercato home-video. (Caterina Gangemi)
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