| Fantastic Mr. Fox |
| Scritto da Caterina Gangemi | |
| giovedì 15 aprile 2010 | |
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► Wes Anderson si misura con un romanzo breve di Roald Dahl, attraverso l’impiego inusuale e bizzarro dell’animazione stop-motion
Recensione
Braccato, insieme alla moglie, nella trappola dell’ultimo pollaio saccheggiato, Mr. Fox promette alla consorte di cambiare vita e rinunciare all’atavico “vizietto”. Detto fatto. Passano gli anni e i coniugi Fox mettono su una famiglia quasi modello, con tanto di graziosa casetta in un faggio, figlio adolescente un po’ problematico e, per il capofamiglia, un rassicurante e rispettabile impiego come giornalista, capace di tenere la sua mente lontana dall’assalto ai pennuti da batteria. L’istinto ferino, però, è duro da reprimere, e per l’impavido Mr. Fox, si trasforma nella più audace delle sfide, ovvero saccheggiare le riserve dei contadini più potenti del villaggio: i temutissimi Boggis , Bunce e Bean. I colpi vengono messi a segno con destrezza, grazie anche alla collaborazione del fedele amico opossum Kylie, e dell’atletico Kristofferson, giovane nipote ospite di Mr. Fox, ma la vendetta dei tre signorotti non tarda ad arrivare. Esponente di spicco di una nuova generazione di cineasti, che comprende, tra gli altri, il quasi omonimo Paul Thomas Anderson, Spike Jonze e Michel Gondry, attenti al mercato e alle nuove tendenze, ma al tempo stesso capaci di esprimersi con uno stile personalissimo e originale, il texano Wes Anderson si misura questa volta con il romanzo breve di Roald Dahl, Fantastic Mr. Fox, adattato insieme all’amico e collaboratore di fiducia Noah Baumbach e messo in scena attraverso l’impiego inusuale e bizzarro dell’animazione stop-motion. Apprezzabile e godibilissima è poi la scelta di un’animazione volutamente “sporca”, che colloca i pupazzi creati da Ian McKinnon e Peter Saunders (La sposa cadavere) in un ambiente idilliaco dai tratti artigianali e vintage (non a caso, l’ispiratore è il film del 1941 Una volpe a corte di Ladislas Starevich). Utto ciò, unitamente all’umorismo giocato sul contrasto tra lo stile di vita borghese delle volpi e il continuo affiorare del loro lato più selvaggio, e al sottotesto vagamente politico, col suo elogio dell’esproprio proletario (“C’è , in effetti, qualcosa di anarchico e comunista, ma è tutto imputabile a Roald Dahl”, ha dichiarato Anderson, prendendone astutamente le distanze), fanno di Fantastic Mr. Fox una fiaba sociale spassosa e irriverente che delizierà gli occhi e le menti di adulti e piccini. Purtroppo, il pubblico italiano potrà goderne solo in parte, per via del doppiaggio che vanifica lo straordinario apporto del cast umane, in una galleria di ugole d’eccellenza che comprende interpreti di pregio quali George Clooney e Meryl Streep, accanto ai fidi Bill Murray, Jason Schwartzman e Owen Wilson, più Willem Defoe e Michael Gambon e, nelle vesti di Petey, tuttofare di Bean, lo spiritoso cameo dell’ex frontman dei Pulp Jarvis Cocker. (Caterina Gangemi)
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