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Falene
Scritto da Caterina Gangemi   
Friday 28 October 2011

In sala dal 28/10/2011
Regia Andrés Arce Maldonado Con Paolo Sassanelli, Totò Onnis
Paese Italia, 2009 Durata 60'
Distribuzione Distribuzione Indipendente

Fedele all'originario impianto teatrale, Arce ne asseconda la struttura drammaturgica in atto unico ponendosi al servizio del serratissimo dialogo tra i due ottimi interpreti

 

Recensione

Dalla Sardegna di un piccolo fatto di cronaca passato per caso sotto gli occhi dello scrittore Andrej Longo, allo slang partenopeo della piéce ad esso ispirata, allo stretto dialetto barese della sua trasposizione cinematografica. Una genesi oltremodo curiosa, che nell'uso eclettico del materiale di partenza e nel suo porsi trasversaemente all'interno dei linguaggi e dell'offerta filmica nostrana, che si ritrova l'essenza di Falene, opera prima del colombiano Andrès Arce Maldonado.

Presentato con successo a numerosi festival internazionali e approdato in un circuito di cinecircoli e sale d'essai (vedi: www.distribuzioneindipendente.it) grazie all'iniziativa del progetto Distribuzione Indipendente, finalizzato a creare una rete alternativa al circuito mainstream, il film è una tragicommedia nella quale il minimalismo della messa in scena si unisce ad atmosfere noir, suggestioni beckettiane e a un gusto rètro che richiama certi esperimenti della Nouvelle Vague.

Fedele all'originario impianto teatrale, Arce ne asseconda la struttura drammaturgica in atto unico ponendosi al servizio del serratissimo dialogo tra i due ottimi interpreti e affidandosi totalmente ad esso per imprimere il ritmo e scandire la tensione narrativa all’insegna di un approccio registico ancora acerbo (nella padronanza del linguaggio prettamente filmico) e sfumato nella sua connotazione identitaria. Ciononostante, è proprio a fronte di questa neutralità dello sguardo che si rivela l‘aspetto più pregnante della pellicola, ovvero il testo di Longo, reso libero di esprimersi in tutta la sua potenza capace di travalicare i limiti della sintassi e della circoscritta messa in quadro. Quasi disarmante nella sua ordinarietà di chiacchiericcio tra due criminali da strapazzo in attesa di un fatidico regolamento di conti, lo script riesce a fondere in humour grottesco la ricerca formale del tocco nonsense con l’immediatezza più genuina del retroterra popolaresco, elevandosi dalla sua dimensione regionale per cogliere la tragedia umana in tutta la sua dolente autenticità, con l’andamento incalzante di una sorta di crescendo musicale enfatizzato dal montaggio del Premio Oscar Gabriella Cristiani. Decisiva la prova virtuosistica ma tutt’altro che ingessata della coppia Paolo Sassanelli-Totò Onnis, perfetta nel rendere il tono buffo e un po‘ patetico dei rispettivi personaggi così come quello del racconto di una storia di lealtà e amicizia toccante e, a modo suo divertente. (Caterina Gangemi)

 

Trailer:

 

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