| Faccio un salto all’Avana |
| Scritto da Martina Calcabrini | |
| mercoledì 20 aprile 2011 | |
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►Dario Baldi realizza una commedia che, nonostante la location e le belle attrici del cast, si allontana dallo standard del cine-panettone, anzi, cine-cocomero per raccontare uno spaccato di vita...
Recensione
Con il caldo alle porte, era inevitabile l'arrivo al cinema di una commedia che, già dal titolo, profuma di mare, d'estate, di vacanza e di divertimento. Faccio un salto all’Avana, opera prima di Dario Baldi, schiera il divertente Francesco Pannofino e l’esotica Aurora Cassio al fianco dell’affermato comico romano Enrico Brignano. La pellicola racconta la storia di due fratelli, Fedele e Vittorio, uno leale e responsabile, l’altro furbo e disonesto. Il primo è un lavoratore modello, uno zio affettuoso e un marito presente che asseconda tutte le ovulazioni dell’eccentrica moglie. Il secondo, invece, sommerso dai debiti, si finge morto e fugge a Cuba. Dopo sei anni, però, Vittorio viene ripreso in un dvd di salsa mentre si esibisce per il pubblico e la sua “copertura” salta. Il fratello Fedele, la sua ex fidanzata e un’avvocatessa assoldata dal ricco suocero, ognuno per un motivo diverso, fanno un salto all’Havana per recuperare il malandrino. Vittorio è conosciuto sul posto come “El Tiburon”, lo “squalo” che si avvale della bellezza di Almadedios, una ragazza cubana, per ricattare i turisti sposati a “caccia de chicas”. Rintracciarlo, dunque, non sarà difficile… Dario Baldi realizza una commedia che, nonostante la location e le belle attrici del cast, si allontana dallo standard del cine-panettone, anzi, cine-cocomero per raccontare uno spaccato di vita. Nonostante gli inseguimenti, i balli e la musica latina, la commedia fatica a decollare e, quando sembra farlo, si blocca. Brignano, eccellente artista di teatro, trasposto su grande schermo perde la sua spontanea verve comica mentre Pannofino, relegato al ruolo di spalla, gioca la carta della “coattaggine romana” restandone intrappolato. Inoltre, la regia, piena di movimenti di macchina, sembra maggiormente intenzionata a catturare i personaggi nella loro singolarità invece che mostrarli integrati nel bellissimo (nuovo) ambiente. Peccato, dunque, aver sprecato l’opportunità di allietare il pubblico durante una calda serata primaverile… (Martina Calcabrini)
Trailer:
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