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Elles
Scritto da Emanuele Rauco   
Friday 14 September 2012

In sala dal 28/09/2012 Genere Drammatico
Regia Malgoska Szumowska Con Juliette Binoche, Anais, Demoustier, Joanna Kulig, Louis-Do De Lencquesaing
Paese Francia, 2011 Durata 96’
Distribuzione Officine Ubu

► Dramma sociale sui risvolti psicologici ed economici della prostituzione che Malgoska Szumowska dirige con lucidità sempre meno efficace nel corso dei minuti...

 

Recensione

“Il mestiere più antico del mondo ha ancora dei segreti”. Così recita la tagline di Elles, il nuovo film di Malgoska Szumowska presentato al Panorama di Berlino e in uscita nelle sale. L'obiettivo è chiaro: attrarre lo spettatore con un'atmosfera ammiccante – le immagini di Juliette Binoche e le due giovani comprimarie aiutano – per poi proporre una sorta d'inchiesta sulla prostituzione giovanile. Due bersagli apparentemente inconciliabili che la regista non riesce a fondere.

Protagonista del film è Anne, giornalista specializzata in inchieste che deve intervistare Charlotte e Alicja, due studentesse che per pagarsi la vita e gli studi si prostituiscono: sarà un percorso che cambierà tutte e tre. La stessa Szumowska scrive con Tine Byrckel un dramma intimo e femminile, in cui le pulsioni sessuali scavano come un felice contagio dentro la quotidianità, non negando morbosità e dolore, ma conglobandole.

È proprio nel discutibile, obiettivamente, progetto di partenza che sta il cuore del film: non raccontare il declino e la disperazione femminile, non isolare l'uso e la vendita del corpo come una piaga sociale, punto di vista paternalistico e sessista, ma facendone un vero e proprio discorso di comprensione umana e di genere. Il giudizio morale, in un certo senso è sotteso, ma Szumowska accosta la vita borghese, la casa bianca e pulita in lento disfacimento della giornalista, con il disordine spirituale e materiale delle due ragazze provando a tirare fuori qualcosa di narrativamente più complesso.

Con uno sguardo diretto ma pudico, i campi medi oppure gli ostacoli che negano l'”oscenità”, la regista riesce a trovare un tono adeguato e perturbante quando si confronta con l'ignoto dell'eros, ma scivola su più bucce di banana quando è costretta a tirare le somme e ricavarne una qualche morale. E alla fine, le banalità che circondano il personaggio di Binoche danno al film una patina più deludente e fastidiosa di quanto il film non lo sia davvero. Però, il privilegio di guardare donne come Juliette Binoche e la rivelazione Joanna Kulig non dovrebbe essere negato a nessuno. (Emanuele Rauco)

 

 

Trailer:

 

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