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Drag me to hell
Scritto da Nicola Roumeliotis   
lunedě 21 settembre 2009

In sala dal 11/09/2009 Genere Horror
Regia Sam Raimi Con Alison Lohman, Justin Long, Lorna Raver, David Paymer
Paese Usa, 2009
Durata 99' Distribuzione Lucky Red

Sam Raimi torna all'horror puro in una girandola di paura e risate con tanto di streghe e demoni assortiti.

 

Recensione

Drag me to hell dimostra la grande vocazione del suo regista Sam Raimi per l'horror puro. Anche se i suoi tre Spider-man sono dei prodotti molto personali, forse, la trilogia di Evil Dead, rimane il momento più felice della sua non ricchissima filmografia. E questa nuova pellicola testimonia come, il mix tra orrore e umorismo, presente in dose massicce già nelle varie “Case”, continui a essere pienamente nelle corde del regista.

Christine Brown è in attesa di un'importante promozione nella banca in cui lavora. Un giorno nega all'anziana signora Ganush la proroga di un prestito che le consentirebbe di non perdere la propria abitazione. La donna le lancia contro una maledizione e Christine si ritrova inseguita da un demone. Dovrà cercare di respingerne gli attacchi e di trovare la soluzione definitiva per liberarsi dal male.

Un ritorno all’horror puro che, come tutto il cinema del terrore che si rispetti, è una favola nera con morale aggiornata. Ma Drag Me to Hell è anche qualcosa di più: una summa delle tematiche del regista anche dal punto di vista figurativo, sopratutto per quanto riguarda i suoi personaggi e le loro maschere. Il tono è ilare e baracconesco, e sullo schermo succede di tutto: geyser di fluidi necrotici di varia provenienza, dentiere volanti, posseduti che fluttuano a mezz'aria sputando sangue, tombe scoperchiate in cimiteri carnevaleschi alla Ed Wood e improbabili esorcismi. Drag Me to Hell gioca sfacciatamente con quegli stereotipi cinematografici diventati ormai quasi universali e che, in questo caso, sono necessari ingranaggi senza i quali la storia non potrebbe funzionare. Così, la signora Ganush, è una decrepita megera che proviene dall'Europa dell'Est (come i personaggi interpretati da Una O'Connor e Maria Ouspeskaya negli horror degli anni '30 e '40), l'esperto di esoterismo è un cartomante indiano, le apparizioni demoniache sono accompagnate da uno score roboante e accattivante, senza dimenticare le strizzatine d'occhio a film come La notte del demonio di Jacques Tourneur e le citazioni d'ispirazione kinghiana da L'occhio che uccide. Insomma, un cinema che si inchina alla cultura popolare americana. Una cultura si acerba e contaminata ma che riesce a produrre piccoli grandi capolavori come appunto il nuovo film di Sam Raimi. (Nicola Roumeliotis)

 

Trailer:

 

 

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