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District 9
Scritto da Daniele 'Danno' Silipo   
martedě 22 settembre 2009

In sala dal 25/09/2009 Genere Fantascienza
Regia Neill Blomkamp Con Jason Cope, Sharlto Copley, Nathalie Boltt, Sylvaine Strike, John Summer
Paese Nuova Zelanda, 2009
Durata 112' Distribuzione Sony Pictures

Gli alieni sono scesi sulla Terra e vivono rinchiusi in grossi campi profughi come fossero normali extracomunitari...

 

Recensione

Una bella folata d’aria fresca: District 9 è un blockbuster (neozelandese) con un bel po’ di sale in zucca. Ma attenzione: non c’è nulla di veramente originale o nuovo in questo film, se non il gioco d’insieme. Quello che stupisce positivamente è la “pulizia” dell’operazione. District 9 non campa solo di viral marketing e fuochi d’artificio sfruttando mode e grossi nomi (Peter Jackson produttore) e non si sente riuscito per il solo fatto che - essendo stato iperpompato - richiamerà flotte di pubblico a prescindere della sua reale qualità, ma si tratta di un film fatto con grande cura e immensa passione. Il regista Neill Blomkamp ci crede davvero, e la cosa si avverte continuamente. Non un semplice film per “distrarre” (e magari rincoglionire) lo spettatore - come sempre più spesso fanno i prodotti destinati alle masse - ma un film che punta al “divertimento”, un sapore a cui purtroppo siamo da tempo disabituati.

Gli alieni sono scesi sulla Terra e vivono rinchiusi in grossi campi profughi come fossero normali extracomunitari. La folla li vuole fuori dalla scatole, lontani dalla città, e il governo li accontenta mettendo in atto un programma di trasferimento. Ma qualcosa andrà storto…

Abbiamo la fantascienza da invasione aliena, abbiamo i grandi temi legati alla società contemporanea, abbiamo l’esercito, abbiamo grandi momenti di fracasso e spettacolo, e abbiamo pure un impianto da falso documentario che fa tanto fashion. Eppure, nulla è portato avanti nel modo più semplice. Gli alieni non invadono ma sono invasi, i grandi temi non conducono a moralette edificanti ma buttano un po’ di merda sull’umanità, l’esercito non stimola l’amor patrio ma fa venire i nervi, lo spettacolo non è mai esasperato o ridondante e l’impianto da falso documentario non totalizza né storia né regia. Insomma, senza tirarla per le lunghe, District 9, semplicemente, va dritto nel segno. Fine dei giochi. Inizio di un nuovo cinema mainstream? (Daniele "Danno" Silipo)

 

Trailer:

 

 

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