| Crazy Heart |
| Scritto da Caterina Gangemi | ||
| giovedì 04 marzo 2010 | ||
|
►Un film di attori, totalmente abbarbicato sulle spalle possenti di un Jeff Bridges in stato di grazia, che regala una delle sue interpretazioni più sentite e convincenti.
Recensione
Per tanti anni, Bad Blake (Jeff Bridges) è stato un idolo del country negli Stati Uniti: soldi, fama, donne, sigarette e whisky a volontà. Tutti i benefit che una carriera da star possa offrire. Ma lo show business, si sa, è spietato, e quando giunge il momento di far posto ai nuovi talenti, possibilmente più giovani, ruffiani e aitanti, per il vecchio “Cow boy dell’amore”, ormai imbolsito e reso inaffidabile dagli eccessi di ogni sorta non resta altra strada che quella dei piccoli locali di provincia, dove c’è ancora qualche fedele ammiratore disposto a offrirgli da bere o concedersi per una notte in cambio di una dedica. Fino all’incontro con Jean (Maggie Gyllenhaal), disillusa giornalista di Santa Fe che, assieme a un’intervista, riesce a strappare a Bad la promessa di una vita migliore per entrambi. Tratto dall’omonimo romanzo di Thomas Cobb, Crazy Heart segna l’esordio alla regia dell’attore Scott Cooper (qui anche sceneggiatore e produttore), che per il suo debutto ha avuto la fortuna di poter contare sull’apporto di un cast eccellente, al servizio di una storia americana delicata e sincera, ma non troppo originale né adeguatamente sviluppata con la necessaria forza. È un film di attori, Crazy heart, totalmente abbarbicato sulle spalle possenti e la corporatura imbolsita di un Jeff Bridges in stato di grazia, che regala al pubblico una delle sue interpretazioni più sentite e convincenti, adeguatamente supportato dalle prove, altrettanto credibili e intense del veterano Robert Duvall, di Maggie Gyllenhaal, e di un sorprendente Colin Farrell che, in un cameo non accreditato presta la sua rude fisicità a Tommy Sweet, ex pupillo di Bad destinato a scalzarlo in popolarità nel cuore del pubblico e nelle tasche dei manager. Tuttavia, è proprio nella fiducia e nell’eccesso di attenzione rivolta agli attori, che il film svela, purtroppo, le debolezze di una regia tanto appassionata quanto ingenua, che alla cura per i personaggi non riesce ad aggiungere altro, accontentandosi di una narrazione piatta e scontata, quando non addirittura telefonata, tanto nelle singole situazioni (la sequenza dello smarrimento del bambino nel centro commerciale: espediente abusato e fin troppo visto, quando si tratta di mettere alla prova un personaggio che cerca a fatica di conquistare la fiducia di qualcuno), quanto nell’evoluzione consolatoria del rapporto tra Bad e Jean, e appesantita, soprattutto nella prima parte, dal tentativo di “allungare il brodo” con un eccesso di numeri musicali. Si apprezza tuttavia per il ritratto onesto di un’America minore e marginale, fatta di paesaggi desertici, motel e birrerie di paese, lontana dal Mito, ma proprio per questo più autentica e reale, e la colonna sonora, curata dal celebre T-Bone Burnett, autore, insieme al chitarrista Stephen Bruton, scomparso durante la lavorazione, dei brani eseguiti da Bridges all’interno del film. Peccato. Perché una maggior cura nella messinscena e una più forte tensione drammatica avrebbero permesso a Bad Blake di conquistarsi un posto d’onore, accanto al wrestler di Darren Aronofsky e Mickey Rourke, nella galleria di memorabili antieroi a stelle e strisce del cinema contemporaneo. (Caterina Gangemi)
Trailer:
» Nessun commento
Non ci sono commenti fino ad ora.
» Invia commento
|
||
| < Prec. | Pros. > |
|---|

In sala dal 05/03/2010 Genere Drammatico



















