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Cowboys & Aliens
Scritto da Caterina Gangemi   
Friday 14 October 2011

In sala dal 14/10/2011 Genere Azione
Regia Jon Favreau Con Olivia Wilde, Harrison Ford, Daniel Craig, Sam Rockwell, Adam Beach
Paese Usa, 2011 Durata 118'
Distribuzione Universal Pictures

Una pellicola usa e getta, ben confezionata quanto priva di identità e carattere, che prova a sottrarsi all'immediato oblio solo grazie al fascino energico dei protagonisti...

 

Recensione

Nonostante l'eccentricità di fondo, l'idea di unire in uno stesso film invasioni extraterrestri e vecchio West non è una novità, sebbene - come si può approfondire grazie al nostro speciale - tendenzialmente relegata nei sotterranei del b-movie e di produzioni indipendenti low-budget. A Jon Favreau il compito di riportarla in auge sotto l'egida produttiva di Steven Spielberg, declinando in chiave blockbuster l'adattamento dell'omonima graphic novel di Scott Mitchell Rosenberg (Men in black) al servizio di due star indiscusse dell'action-movie quali Harrison Ford e Daniel Craig.

Incontri ravvicinati del terzo tipo e Gli Spietati; Sentieri selvaggi ed ET; Indiana Jones e James Bond; Cowboys e Alieni: già dal titolo fin troppo esplicito è evidente il senso di un'operazione giocata sulla compresenza dei due generi più iconici e delle due icone del cinema di genere che si limita a cavalcare l'accezione di postmoderno nel suo senso più letterale e didascalico. Autoriflessività e contaminazione restano infatti sullo sfondo, assieme a tutto il potenziale accattivante e divertitamente cialtrone dello spunto di partenza, stritolati dalle logiche hollywoodiane e ridotti a mero espediente commerciale sul quale fondare l'appeal di un innocuo prodotto di intrattenimento generalista.

Rinunciando al consueto piglio autoironico, la regia di Favreau si chiude su un impianto classico che asseconda fino in fondo l'immaginario e gli archetipi del western e della fantascienza, quasi ostinata nell'osservanza diligente se non pedissequa dei canoni di riferimento che sacrifica originalità e innovazione a favore di una rassicurante e tediosa prevedibilità. Così, se tutto sommato è facile chiudere un occhio sull'artificiosità da parco dei divertimenti di una messa in scena fatta di scenografie intonse e costumi lindi, meno digeribile è l'indole pretestuosa di un sub plot sci-fi che sembra scribacchiato su un post-it ed incollato frettolosamente sulla sceneggiatura. Relegata nell'economia narrativa al ruolo di indiani della situazione (laddove a questi ultimi, comunque presenti, è riservata una funzione più accomodante in sintonia con lo spirito edificante del "volemose bene" più politicamente corretto) la figura degli alieni sembra, infatti trovare la sua sola ragion d'essere nell'innesto di una componente spettacolare pirotecnica e di roboanti effetti speciali.

Quel che ne risulta, è in sostanza, una pellicola usa e getta, ben confezionata quanto priva di identità e carattere, che prova a sottrarsi all'immediato oblio solo grazie al fascino energico dei protagonisti (comunque sprecati in un cast disomogeneo, improntato più alla fisicità che all'effettiva aderenza ai personaggi) e ad alcuni spunti visivi offerti dalla suggestiva fotografia di Matthew Libatique, capace di destreggiarsi tra il tono carico e allucinato dei flashback, e quello evocativamente vintage dell'insieme. (Caterina Gangemi)

 

Trailer:

 

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