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Cosmopolis
Scritto da Martina Calcabrini   
Monday 28 May 2012

In sala dal 25/05/2012 Genere Drammatico
Regia David Cronenberg Con Robert Pattinson, Paul Giamatti, JayBaruchel, Kevin Durand, Juliette Binoche, Emily Hampshire, Mathieu Amalric, Sarah Gadon, JadynWong
Paese Canada/Francia, 2012 Durata 105’
Distribuzione 01 Distribution

►Autore di storie bizzarre, artefice di pellicole eccentriche, fautore di universi meticci, Cronenberg torna dietro la macchina da presa per dirigere Cosmopolis, trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo postmoderno di Don De Lillo...

 

Recensione

David Cronenberg è sempre stato una personalità controversa nel panorama cinematografico, un uomo complesso e anticonformista ma un regista capace di accaparrarsi il favore della critica e del pubblico grazie alla sua stravagante visionarietà. Autore di storie bizzarre, artefice di pellicole eccentriche, fautore di universi meticci, Cronenberg torna dietro la macchina da presa per dirigere Cosmopolis, trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo postmoderno di Don De Lillo.

Eric Packer è un giovane miliardario che possiede tutto ciò che potrebbe desiderare dalla vita, tranne la felicità. Abituato a vivere in assoluta agiatezza, crede fermamente di poter comprare qualsiasi cosa con il denaro, unico valore di scambio che conosce. Mentre il Presidente americano si reca a New York per una visita di piacere, bloccando l’intera città, Eric decide di farsi condurre in limousine dal barbiere di famiglia, una bottega nei quartieri più malfamati della Grande Mela. Durante il viaggio, però, il ragazzo si accorge dell’imprevedibile (?) crescita del tasso dello yen, contro la quale ha scommesso quasi tutta la sua fortuna. E così, mentre il suo ego inizia a frantumarsi, una sommossa popolare sconvolge l’ordine cittadino che, riversandosi nelle strade e attaccando i ricchi, lo conduce proprio lì dove non sarebbe mai dovuto andare.

Dopo Crash, Cronenberg ricomincia ad esplorare l’universo metropolitano moderno, sempre più allucinante e allucinato, metafora della deviazione morale e sociale della società americana. Mano a mano che il protagonista si avvicina alla meta, infatti, le scenografie lussuose e luccicanti dei newyorkesi quartieri altolocati, lasciano il posto a squallidi edifici periferici e a puzzolenti abitazioni in malora. E così, mentre un Robert Pattinson, afono e monocorde, sprofonda negli abissi della disperazione, la sua auto viene fisicamente violentata e deturpata, nitido riflesso della personalità del suo padrone. Le riprese statiche, lunghe e contrastate, incentrate esclusivamente sull’alternanza di campi e controcampi e sulla quasi totale assenza di musica, rendono la narrazione lenta e, a tratti, soporifera.

Cosmopolis, dunque, è una versione postmoderna dell’Ulisse di Joyce in cui i personaggi, poco più che macchiette monocromatiche, divengono proiezioni della mente malata di un eremita. A nulla valgono, infatti, le magistrali interpretazioni di Mathieu Almaric e dello stralunato Paul Giamatti: relegati a ruoli pressoché marginali, non riescono a surclassare la monotona performance del protagonista. (Martina Calcabrini)

 

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