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Contagion
Scritto da Martina Calcabrini   
venerdì 09 settembre 2011

In sala dal 9/09/2011 Genere Thriller
Regia Steven Soderbergh Con Matt Damon, Jude Law, Gwyneth Paltrow, Kate Winslet, Laurence Fishburne
Paese USA, 2011 Durata 105'
Distribuzione Warner Bros. Italia

Contagion è un film che cerca di parlare ad un pubblico vasto e variegato, spingendolo a riflettere sulla forza irruenta della natura…

 

Recensione

Steven Soderbergh è uno di quei registi che si avvicina a un genere, ma non ne sposa mai le regole. Se pensiamo a Solaris ci rendiamo conto che la pellicola mischia la fantascienza al dramma, e vi aggiunge, poi, gli elementi della commedia sentimentale. Lo stesso vale per la “trilogia degli Oceani”: azione, thriller, ma anche quel giusto pizzico di commedia che smorza i toni e parla a un pubblico più vasto. Anche questo Contagion non sfugge alle leggi soderberghiane: difficile collocarlo in un contesto preciso, impossibile relegarlo in una sola categoria.

La nuova pellicola del regista georgiano ipotizza che il mondo, il nostro, possa essere infettato da un virus letale che si propaga rapidamente in maniera esponenziale. Vite qualsiasi, ordinarie, comuni, vengono sconvolte dall’epidemia, che sceglie i piccoli, automatici, ricorrenti, gesti quotidiani come corriere per la sua diffusione. Beth Emhoff, di ritorno da un viaggio di lavoro ad Hong Kong, muore improvvisamente infettando anche suo figlio. Il passaggio da due morti a quattro è talmente veloce da passare quasi inosservato, almeno finché i decessi non continuano a crescere e a fare il giro del mondo. La popolazione, in preda a una crisi di panico, inizia ad impazzire e ad assaltare i negozi. Mitch Emhoff, il marito di Beth, rimasto solo con sua figlia, decide di barricarsi in casa per proteggere l’ultimo residuo di civiltà, difendendolo con le unghie e con i denti da qualsiasi attacco, seppur innocuo e involontario. Mentre alcuni medici specializzati, capitanati dal vice direttore del CDC, cercano di trovare un vaccino, il blogger (o performer?) Alan Krumwiede diffonde la paura via web e, testando (o fingendo di testare) farmaci per fermare l’epidemia, diventa presto milionario.

Le atmosfere sono quelle del thriller, le tematiche sono tanto ipoteticamente attuali quanto fortunatamente lontane, le scenografie sono fotografie realistiche dei nostri paesaggi e la rappresentazione della fragilità umana è quella naturalistica di noi stessi. Contagion, insomma, è un film che cerca di parlare ad un pubblico vasto e variegato, spingendolo a riflettere sulla forza irruenta della natura. Cosa saremmo disposti a perdere per salvare chi amiamo? Quanto saremmo disposti a pagare per offrire un futuro ai nostri cari? È per rispondere a queste domande che Soderbergh sceglie casualmente personaggi (s)conosciuti, vite ordinarie, esistenze spezzate. L’unico filo conduttore è il virus, che, approfittandosi dell’inevitabile contatto umano, diviene l’indiscusso protagonista. Se, dunque, l’epidemia è il deus ex machina dell’intera vicenda, noi siamo gli eredi diretti di quel contagio. Il regista, però, alla fine, lascio uno spiraglio di luce: nel (nostro) mondo devastato, depredato e distrutto c’è ancora posto per un briciolo di umanità ed esiste ancora la possibilità di trovare un modo per ricominciare. Vogliamo farlo? (Martina Calcabrini)

 

Trailer:

 

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