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Con gli occhi dell'assassino
Scritto da Caterina Gangemi   
Monday 09 May 2011

In sala dal 13/05/2011 Genere Horror
Regia Guillem Morales Con Belen Rueda, Lluís Homar, Pablo Derqui, Francesc Orella, Joan Dalmau
Paese Spagna, 2010
Distribuzione Moviemax

Nonostante l’indubbia abilità nella costruzione di un'atmosfera cupa e ansiogena e un paio di guizzi visivi di forte impatto, Guillem Morales si limita ad assecondare l'intricato script senza tentare di compensare gli evidenti limiti dello stesso...

 

Recensione

Le premesse per colpire nel segno con un thriller raffinato ed efficace ci sono tutte: un produttore come quel volpone di Guillermo Del Toro, abilissimo nel fiutare i talenti più interessanti del cinema fantastico e “di paura”, un team (la Rodar y Rodar) mutuato da The Orphanage - così come la protagonista Belén Rueda - al servizio di un soggetto affascinante e ad alto potenziale di inquietudine. Elementi che Guillem Morales, al suo secondo lungometraggio, non riesce a sfruttare fino in fondo, disattendendo le migliori aspettative con un lavoro tanto intimista e riflessivo quanto confuso e inesorabilmente noioso.

Punto di forza è la condizione della protagonista Julia - affetta da una malattia degenerativa della vista, alle prese con la misteriosa morte, data per suicidio, della sorella gemella - non nuova per il genere ma ricca di aperture a intriganti suggestioni narrative e visive, trascurate dal regista catalano a favore di una riflessione fin troppo privata e dilatata, benché raffazzonata e poco consona al tipo di film in questione. Nonostante l’indubbia abilità nella costruzione di un'atmosfera cupa e ansiogena e un paio di guizzi visivi di forte impatto, Morales sembra, infatti, limitarsi ad assecondare l'intricato script senza tentare di compensare gli evidenti limiti dello stesso.

Il risultato è una narrazione estesa e caotica, nel suo indugiare, con un eccesso di cadute melodrammatiche, sul dramma privato di Julia, laddove, tra impacciate deviazioni, sviluppi più che prevedibili, e una totale non curanza dei nessi causali, neppure le ripetute sorprese e colpi di scena riescono ad andar oltre un pretestuoso affastellamento, incapace di coinvolgere emotivamente, né tantomeno spaventare lo spettatore. Che si trova, suo malgrado, chiamato in causa solo nel porsi numerose domande - destinate a restare irrisolte - e per anticipare, rassegnato, l'evolversi dei vari snodi. (Caterina Gangemi)

 

Trailer:

 

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