| Come l’acqua per gli elefanti |
| Scritto da Martina Calcabrini | |
| mercoledì 04 maggio 2011 | |
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►Il nuovo film di Francis Lawrence non funziona, la dolce musica di Louis Armstrong sembra stonare costantemente e il vapore dei treni non odora di libertà…
Recensione
Il circo, lo sappiamo, è il luogo delle illusioni per eccellenza. Trucchi, magie, donne sparate in aria con i cannoni, uomini che mangiano il fuoco, animali naturalmente portati ad essere buffoni esibizionisti. No invece, sono soltanto bugie, messe in scena studiate e preparate da anni di addestramento, ordini e legnate. Perché il circo, proprio come qualsiasi altra cosa, è un regno con un solo sovrano, il proprietario della compagnia. Tratto dall’omonimo romanzo di Sara Gruen, Come l’acqua per gli elefanti, il nuovo film di Francis Lawrence, affermato videomaker delle star musicali, è il suo terzo lungometraggio dopo Constantine e Io sono leggenda. Abituato all’inserimento di storie d’amore (melodrammatiche e impossibili) all’interno di situazioni dolorose e disperate, il regista aveva anticipatamente svelato gli ingredienti per il successo della sua pellicola: due attori premi Oscar, Christoph Waltz e Reese Witherspoon, e l’idolo delle teenagers Robert Pattinson. Eppure il mix non funziona, la dolce musica di Louis Armstrong sembra stonare costantemente e il vapore dei treni non odora di libertà. America anni ’30. Jacob Jankowski è un ragazzo fortunato, uno dei pochi che nonostante la depressione imperante, ha una famiglia che lo ama e che gli permette di studiare per diventare veterinario. Durante l’esame, però, gli giunge la notizia dell’improvvisa morte dei genitori. Senza niente da perdere, Jacob salta su un treno in corsa e si imbatte nella famosa compagnia circense dei Fratelli Benzini. Dopo aver spalato letame per un’intera giornata, il ragazzo con i calli alle mani, riesce a convincere l’arrogante August ad assumerlo come veterinario. Grazie alla sua nuova mansione, Jacob conosce la stella del circo, l’affascinante cavallerizza Marlena, di cui si innamora a prima vista. Uniti dall’affetto per Rose, l’elefantessa più grande della storia dei circhi itineranti, Jacob e Marlena impareranno a conoscersi e ad amarsi. Le premesse per fare di Water for Elephants un capolavoro, c’erano davvero tutte. Eppure la nuova pellicola di Francis Lawrence non convince, addirittura sembra che non inizi mai. La scena iniziale ci mostra uno Jacob invecchiato che, davanti alla noia di una vita sedentaria, cerca di farsi assumere da una nuova compagnia circense, raccontandogli la sua esperienza con i Benzini Brothers. Una sequenza in stile Titanic per capirci. Ma davanti alla piattezza di recitazione di Pattinson che non trova (o forse non cerca?) un feeling con la Witherspoon, il regista ci mostra un Christoph Walz in tutta la sua sontuosa bravura, in una performance eccellente ma… sprecata. Il suo August è un villain ben costruito che, facendo forza su un’interpretazione da brivido, non può non ricordare il Joker di Nolan, un personaggio che incute contemporaneamente terrore e ammirazione. E nonostante il richiamo più che palese a Freaks di Todd Browning, uno dei capolavori del cinema classico dell’orrore, Lawrence sbaglia il suo numero, svela maldestramente il trucco e la performance fallisce a causa della sua bacchetta rotta. (Martina Calcabrini)
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