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Ca$h
Scritto da Emanuele Rauco   
Friday 05 June 2009

In sala dal 5 Giugno 2009 Genere Thriller
Regia: Eric Besnard Con: Jean Dujardin, Jean Reno, Valeria Golino, Alice Taglioni
Paese Francia, 2008 Durata 100'
Distribuzione Moviemax

Incursione francese nel genere "rapine e furti", con quell’aria blasè da amanti di Montecarlo. Peccato che rispetti ai vari Ocean’s manchi del tutto la vitalità.

 

Recensione

Poche cose piacciono di più ai francesi che battere gli americani sul loro stesso terreno, parlando di cinema, sul terreno del giallo e del thriller, magari con sfumature brillanti: d’altronde film come Rififi, Topkapi o Il buco stanno lì a dimostrare che possono anche farcela. Stavolta ci prova Eric Besnard che, sulla scia di film Ocean’s Thirteen o di serie come Hustle, tenta di far rivivere la commedia thriller degli anni ’60, su sfondi lussuosi come Montecarlo o simili: il risultato però è flebile e molto poco convinto.

Il titolo è anche il soprannome del protagonista, un truffatore incallito che vuole vendicarsi della morte del fratello e mette su un piano contro il mandante dell’assassinio; ma la presenza di una poliziotta facilmente corruttibile e di un gruppo di mercenari potrebbe mandare tutto all’aria. Evidente come la sceneggiatura del regista sia l’omaggio al cinema degli anni ’60-’70, con questo film che ricalca a metà strada due sottogeneri cardinali per il cinema anglosassone, il caper movie, il film di truffe e colpi contro pezzi grossi da spennare, e l’heist movie, il più classico film di rapine, ma sostituendo l’azione con l’ironia a discapito del ritmo.

Quindi lo spettatore un po’ smaliziato può attendersi ingredienti tradizionali come un’atmosfera raffinata e vivace, le location lussuose, i colpi di scena a ripetizione, i personaggi ambivalenti e sornionamente simpatici – anche i cattivi – e le dinamiche cronometrate al millesimo di colpi che poi, in un modo o nell’altro, vanno male (oltre alla sempre risolutiva sorpresa finale). Ma stavolta l’amalgama riesce molto meno che nei modelli, a causa di un ritmo blando, di un tono svogliato, di tempi che non si stringono e di una confusione che risulta essere eccessiva, tanto da poter essere riassunta con la frase del film: “Interessante, però mi annoio!”

La sceneggiatura, oltre al classico mélange di tensione e ironia (a dire il vero spuntata), vorrebbe inserire anche qualche frivolo accenno metalinguistico, nelle numerose riprese filtrate dalle telecamere, spesso guidate dalla poliziotta, ma è difficile dargli credito visti i personaggi così opachi e una regia appena di servizio. Gli attori provano a salvare la baracca, e Dujardin ha decisamente viso e volto per il ruolo, ma Jean Reno è sprecato e Valeria Golino, purtroppo, si doppia. Paolo Conte cantava qualcosa, in Bartali, su come la prendono i francesi quando perdono: anche se stavolta, ad arrabbiarsi, potrebbero essere di più gli spettatori. (Emanuele Rauco)

 

Trailer:

 

 

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