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Bright Star
Scritto da Emanuele Rauco   
sabato 12 giugno 2010

In sala dal 11/06/2010 Genere Drammatico/Biografico
Regia Jane Campion Con Abbie Cornish, Ben Whishaw, Paul Schneider
Paese Gran Bretagna, 2009
Distribuzione 01 Distribution

Il nuovo film di Jane Campion è un’appassionata e raffinata opera di ricamo e costruzione sullo spirito del romanticismo.

 

Recensione

Un film biografico è sempre un rischio, anzi una scommessa persa in partenza, specie se di un personaggio controverso e mitizzato come un poeta romantico: Jane Campion riesce nell’impresa, grazie non solo a un’enorme talento registico ma soprattutto alla sua capacità d’interpretare lo spirito romantico vivo nel personaggio principale.

La storia ruota intorno all’amore tra il poeta John Keats e Fanny Brawne: un amore difficile e ostacolato, ma che permetterà a Keats di formare il suo talento, misconosciuto mentre era in vita. Una trama semplice e a rischio romanzetto BBC che Campion, anche sceneggiatrice, fa diventare un’affascinante poema visivo e sonoro.

La storia d’amore che percorre le istanze sociali ed economiche del periodo (John e Fanny non si potrebbero amare perché lui non ha una rendita sufficiente) diventa soprattutto – proprio passando dall’amore – una riflessione sulla forza della poesia romantica e un viaggio dentro lo spirito del tempo e del talento di un uomo; le poesie di Keats infatti non servono a puntellare il racconto, a enfatizzarlo o a celebrare un uomo, ma a cucire in un ricamo di parole (non a caso ago e filo sono l’hobby di Fanny), di suoni e significati, i gesti e le sensazioni dell’amore e quindi di un’epoca artistica. E Campion lo fa con un tono secco, impeccabile, preciso, poco accademico, in cui la poesia diventa soggetto più che oggetto d’amore.

La sceneggiatura è praticamente perfetta nel sovrapporre parole e immagini, acuendo la leggerezza della regista nel disporre il paesaggio, nel cantare la dolcezza dell’amore (la sequenza dell’1, 2, 3 stella), nell’usare le metafore con tatto (le farfalle), nel cogliere la forza del tempo attraverso l’uso di dettagli e giochi di fuoco e nel condurre lo spettatore a una commozione composta, ma solenne: splendido il finale con Fanny che recita l’ultima lettera camminando nel bosco, dopo l’inquadratura del funerale a Piazza di Spagna. E a dirigere gli attori con una grazia che ha pochissimi paragoni, basta guardare la grande prova di una bellissima e calda Abbie Cornish per avere la conferma di un talento, che forse è stato dimenticato e messo da parte, ma che per noi è ancora una stella luminosa.(Emanuele Rauco)

 

Trailer:

 

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