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Biancaneve e il cacciatore
Scritto da Caterina Gangemi   
Monday 02 July 2012

In sala dal 11/07/2012 Genere Avventura
Regia Rupert Sanders Con Kristen Stewart, Charlize Theron, Chris Hemsworth, Sam Claflin, Ian McShane
Paese USA, 2012 Durata 127’
Distribuzione Universal Pictures

► Biancaneve e il cacciatore si accontenta di occhieggiare ai teen-agers poggiando su una rilettura in chiave fantasy al servizio della protagonista Kristen Stewart, trasformata per l'occasione in un'indomita guerriera...

 

Recensione

È una fascinazione che non sembra destinata a spegnersi, quella esercitata dal mondo delle favole sull'industria hollywoodiana. Attrazione divenuta in tempi recenti vera e propria tendenza che cavalca le potenzialità del filone letterario-popolare (dall'immortalità archetipica delle sue storie alle infinite aperture alle suggestioni più fantastiche) nell'intento di sdoganarlo da appannaggio di imposizione disneyana del pubblico dei più piccoli, a favore di un target prettamente adolescenziale. Ne sono riprova pellicole come Alice in Wonderland, Beastly da La Bella e la Bestia, Cappuccetto rosso sangue per arrivare alle due trasposizioni curiosamente contigue di Biancaneve: l'omonima versione comica di Tarsem Singh e, ultima in ordine di arrivo quella in questione, di Rupert Sanders.

Fin troppo fedele alle premesse dell'operazione, Biancaneve e il cacciatore si accontenta tuttavia di occhieggiare ai teen-agers poggiando su una rilettura in chiave fantasy al servizio di una protagonista quale la star di Twilight Kristen Stewart, trasformata per l'occasione in un'indomita guerriera pronta a detronizzare con ogni arma la malvagia matrigna usurpatrice e riportare la pace nel regno. Il risultato è un confuso pastiche, sorretto da uno spettacolare impiego degli effetti speciali e del sontuoso apparato scenografico, che mescola le atmosfere dark-gotiche dell'ambientazione medievaleggiante con incursioni nella mitologia celtica e nel simbolismo religioso in un pout-pourri di mostri e fauni, battaglie e combattimenti, Padre Nostro e incantesimi attinto a piene mani dall'immaginario cinematografico del genere.

Affermato regista pubblicitario al suo primo lungometraggio, Sanders si misura con i limiti del proprio background rivelando un indiscusso talento visivo nella costruzione della singola immagine quanto un polso debole nel gestire l'insieme, riuscire a imporre una direzione alla variegata - benché tutt'altro che originale - ricchezza degli elementi messi in gioco e collocarli sotto un disegno estetico-stilistico coerente. All'insegna della fugacità e dell'approssimazione si pone anche il lavoro sulla narrazione e il cast: da un lato la sceneggiatura, nient'altro che un affastellamento sconnesso di spunti buttati via, come il rapporto tra Biancaneve e il suo mentore cacciatore, il ruolo dei sette nani e, soprattutto, il trauma infantile della regina Ravenna determinante ai fini della tensione drammatica ma ridotto a un debole cenno. D'altra parte, e in conseguenza di ciò, a farne le spese sono gli stessi intepreti (in particolare i comprimari Chris Hemsworth, Bob Hoskins, Ray Winstone, Nick Frost e Toby Jones) sprecati in ruoli meramente decorativi e bidimensionali, con l'eccezione dell'antagonista Charlize Theron: funzionalmente sopra le righe, maestosa e conturbante come solo può esserlo una donna che ha scelto di fare della propria avvenenza l'arma più invincibile. E proprio in questo risiede l'errore più clamoroso del film, perché pur dando per assodato che mai come di fronte ad una favola lo spettatore sia disposto a sospendere la propria incredulità, risulta impossibile accettare che una come la Stewart, per quanto carina, possa rivaleggiare in bellezza con la statuaria attrice sudafricana. A meno che non sia anche questo un modo per dimostrare quanto le vie della fantasia siano infinite. (Caterina Gangemi)

 

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