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Baarìa
Scritto da Caterina Gangemi   
venerdì 25 settembre 2009

In sala dal 25/09/2009 Genere Drammatico
Regia Giuseppe Tornatore Con Francesco Scianna, Margareth Madè, Monica Bellucci, Enrico Lo Verso
Paese Italia, 2009
Durata 150' Distribuzione Medusa

Di gradevole fruizione per un pubblico generalista, quanto, purtroppo, incapace di raggiungere in modo convincente l’ambizioso e agognato obiettivo del kolossal d’autore.

 

Recensione

Deludentemente buono: è nell’ossimoro che si può trovare l’essenza di un film come Baarìa. L’ultimo, tormentato lavoro di Giuseppe Tornatore, presentato in apertura (e rimasto a bocca asciutta) alla 65esima Mostra del cinema di Venezia, si presenta a tutti gli effetti come un prodotto dalla confezione raffinata e accattivante, e di gradevole fruizione per un pubblico generalista, quanto, purtroppo, incapace di raggiungere in modo convincente l’ambizioso e agognato obiettivo del kolossal d’autore. Un’ambivalenza ontologica rintracciabile in ogni aspetto dell’impianto complessivo, costantemente indeciso tra il registro autoriale-cinefilo e quello nazional-popolare accalappia premi. Così la storia, affresco storico-romantico della città natale del regista, Bagheria, dall’avvento del fascismo ai giorni nostri, scorre rapida e senza cali di tono, a dispetto delle oltre due ore di pellicola, forte di una sceneggiatura (dello stesso Tornatore) solida e calibrata che individua nel protagonista Peppino e nel suo percorso politico e familiare, un fil-rouge di immediata empatia. D’altro canto però, la varietà dei temi trattati, che spazia dalla mafia alla questione meridionale, passando per l’emancipazione femminile, il boom economico e l’occupazione delle terre, lungi dall’articolare il mero plot sentimentale, finisce per annacquarsi in una trattazione sommaria e spesso superficiale. Lo stesso avviene con la regia, laddove un Tornatore a briglia sciolta, stempera in un florilegio barocco di virtuosismi, auto-citazioni e strizzatine d’occhio al pubblico straniero allietato dall’immancabile immaginario italico da cartolina, la sua innata dimestichezza con la macchina da presa. E naturalmente, non scampa alla logica del “di tutto un po’”, neppure il sontuoso cast che annovera la maggior parte dei volti più noti del panorama cinematografico e televisivo nostrano, in una carrellata convulsa e spesso gratuita - con gli esempi più eclatanti nelle “figurazioni speciali” di Laura Chiatti e Monica Bellucci - ma nel quale tuttavia si apprezza la qualità complessiva delle interpretazioni e il tentativo di rilancio in chiave “seria” di alcuni noti comici come Nino Frassica e Salvatore Ficarra.

Insomma, più vicino alla Meglio gioventù di Giordana, che all’America di Leone, Baarìa è un film che, per tornare all’assunto iniziale, va preso per quel che è. Certo non un capolavoro. (Caterina Gangemi)

 

Trailer:

 

 

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