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Avatar
Scritto da Emanuele Rauco   
lunedì 11 gennaio 2010

In sala dal 15/01/2010 Genere Fantascienza
Regia James Cameron Con Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver, Michelle Rodriguez, Stephen Lang, Giovanni Ribisi
Nazione Usa, 2009 Durata 166'
Distribuzione 20th Century Fox

Potente avventura sospesa tra science fiction e fantasy che travolge lo spettatore con ricchezza visiva e molteplici sottotesti.

 

Recensione

È difficile scrivere e riflettere su Avatar, non solo il film più atteso della stagione 2009/2010, ma anche uno dei più sospirati degli ultimi vent’anni: lo stesso James Cameron, dopo il trionfo globale di Titanic e di alcuni documentari, ci ha messo 12 anni per pensare e realizzare questo film colossale – in ogni senso – che promette di aprire nuovi ed eccitanti orizzonti alla nostra esperienza di spettatori. Promessa che, sostanzialmente, può dirsi mantenuta.

Jake è un marine disabile che decide, per questioni economiche e di rivalsa personale, di trasferirsi sul pianeta Pandora e sostituire il fratello morto nel progetto Avatar, esperimento che consente di far vivere, per via cerebrale, un alieno geneticamente creato in laboratorio. Queste creature sono importanti tanto per gli scienziati della dottoressa Augustine, quanto per i militari del colonnello Quaritch...

Un film, scritto dallo stesso Cameron, che mescola avventura, fantascienza, fantasy e sostrati d’impegno civile (l’ecologia e la politica bellica, soprattutto) per sublimarsi in una sovrumana fantasmagoria tecnico-visiva. Opera che condensa, analizza, rielabora e porta a nuove altezze molte delle teorie e delle riflessioni cyber-punk, specie riguardo l’interazione tra macchina, corpo e strati profondi. Avatar riesce a configurarsi, da cinema della nuova carne (tipico degli anni ’80), a cinema del nuovo spirito: veicolato dai nuovi media, dalle nuove forme di esperienza e di fisicità consentite. Il film mette al centro e tematizza le nuove frontiere della virtualità, le infinite capacità e possibilità della rete e dell’elettronica, ma anche i rapporti di potere tra fruitori, pionieri ed esploratori dei nuovi mezzi, e le istituzioni che quei poteri cercano di controllarli a fini economici, ma soprattutto politici. Cameron sfrutta a pieno il brulicare e l’intersezione di forme e modi filmici, dall’uso di un contesto quasi classico, da nuovo western (visto però con approccio politicamente più corretto, che sostituisce la comprensione alla conquista), fino all’uso nuovo di strutture narrative abusate come la voce over, qui un video-log. Per arrivare alla tridimensionalità con cui far esplodere la capacità dello schermo come finestra e cornice dell’immagine (e i rimandi allo sguardo e ai suoi significati sono infiniti, da “Io ti vedo” filo conduttore della storia d’amore alla definizione di “cammina-nei-sogni” data agli esseri umani), forma filmica sulla quale strutturare e condensare l’intero impianto teorico e concettuale del film.

Cameron realizza il tutto in perfetta aderenza alla tecnica utilizzata. La sceneggiatura sa alternare il ritmo e la sintesi del découpage iniziale con le lunghe sequenze centrali della conoscenza del “popolo” e della battaglia; sa mediare le fin troppo evidenti allegorie dell’attualità (il pentagono come immagine simbolo nei terminali del plotone) con l’ironia delle caratterizzazioni. La regia amplia la figura della soggettiva – alla base del cinema di fantascienza – con quella della profondità di campo, che diventa non solo espediente spettacolare nell’uso del 3D, ma vero e proprio stilema con il quale alludere al bisogno di spazi nuovi e di aria spirituale dei personaggi. I movimenti circolari, oltre a mimare la forma sferica dell’immagine digitale, più di ogni altra figura infondo il senso della pienezza. Un film davvero nuovo e davvero cinematografico, in cui le vecchie lamentele sulla “qualità” della storia perdono ogni significato di fronte alla potenza degli occhi e alla loro capacità di sentire e capire. (Emanuele Rauco)

 

Trailer:

 

 

» 1 Commento
1"tra sogno e realtà"
il sabato 16 gennaio 2010 17:18by andros
Bella questa recensione, sono d'accordo su tutto. Approfondirei solo un po' di più il significato politico di questa storia, che a mio avviso appare profondamente antiamericana (ma gli americani hanno colto il messaggio fino in fondo?). 
I popoli di Pandora si alleano per cacciare un nemico venuto dal "cielo", che vuole solo impadronirsi dei "giacimenti" del loro pianeta. E frasi come "se vuoi conquistare un territorio devi farti odiare da chi lo occupa, così se ti attaccano sei autorizzato a combatterli" e "combatteremo il terrore con il terrore" hanno un profondo significato politico.
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