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Amici di letto
Scritto da Emanuele Rauco   
Friday 14 October 2011

In sala dal 14/10/2011 Genere Commedia
Regia Will Gluck Con Justin Timberlake, Mila Kunis, Patricia Clarkson, Jenna Elfman, Woody Harrelson
Paese Usa, 2011 Durata 109'
Distribuzione Warner Bros

Una commedia sentimentale che nonostante la verve si arena su una formula ormai stagnante.

 

Recensione

Quello che conta, in una commedia sentimentale come in un viaggio, non è la meta quanto il percorso: i protagonisti vivranno felici e contenti, certo, ma allo spettatore interessa di più come si arriva all'inevitabile happy ending. Proprio su questo assunto, si basa Amici di letto (Friends with Benefits), diretto da Will Gluck – regista di Easy Girl – e interpretato da Mila Kunis e Justin Timberlake. Ma riproporre sempre lo stesso viaggio non aiuta a coinvolgere lo spettatore.

Dylan e Jamie si conoscono per ragioni di lavoro, entrambi sono single da poco, lasciati con la richiesta di restare amici: decidono così di frequentarsi ma per scopi sessuali, senza alcuna complicazione sentimentale. Proposta che si rivelerà vana, ovviamente. Commedia sentimentale che finge di ironizzare su altre commedie sentimentali, scritta dal regista con Keith Merryman e David A.Newman su un canovaccio che ormai sembra una ripetizione ostentata, qui senza nessuna variazione significativa.

Tolto l'evidente intento pubblicitario verso una popolare rivista maschile – che però accetta di farsi prendere in giro –, il film si limita a riflettere sulla visione contemporanea dell'amore, partendo dal lato fisico ed erotico e passando per gli strati sentimentali che portano al principe azzurro e ai film d'amore. La parte migliore infatti è la prima, quella degli approcci sessuali (divertentissimo il primo rapporto tra i due), in cui il lato di realismo umoristico ricorda una divertente sitcomedy britannica come Him & Her. Ma qui, anziché mezz'ora, la durata sfiora le due ore, si appesantisce da metà in poi e il patetico buttato giù dalla finestra, rientra dalla porta, col padre malato di Alzheimer. E Gluck, nonostante risolva bene il finale, non riesce a creare un'alchimia soddisfacente tra i pur bravi protagonisti, l'ormai lanciato Timberlake e la sempre più bella Kunis, e lo spettatore. Finendo per fare l'effetto di una vecchia barzelletta raccontata molte volte: per quanto bravo può essere il narratore – qui non troppo – l'effetto risata e sorpresa sono ormai scomparsi. (Emanuele Rauco)

 

Trailer:

 

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