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American Pie: ancora insieme
Scritto da Emanuele Rauco   
Monday 14 May 2012

In sala dal 04/05/12 Genere Commedia
Regia Jon Hurwitz e Hayden Schlossberg Con Jason Biggs, Alyson Hannigan, Thomas Ian Nichols, Tara Reid, Chris Klein.
Paese Usa, 2012 Durata 113'
Distribuzione Universal Pictures

►Riunione di classe per i ragazzi della torta di mele: lo humour è sempre quello, forse anche lo spirito…

 

Recensione

L'identificazione è un principio basilare nella fruizione di un film, ma raggiungere il livello empatico di adesione tra immagine e spettatore della serie di American Pie è compito arduo. Il successo dei tre film a cavallo del secolo scorso si basa infatti sul farsi specchio delle età della vita, riproponendo più sinceramente di altri lo spirito della comitiva del liceo. A quasi 10 anni di distanza dal terzo capitolo – e senza contare i film apocrifi in home video – esce il nuovo film della serie. Ed è successo di nuovo.

La trama gira attorno al tentativo di Jim e soci di organizzare un raduno di classe per vedere cosa sono diventati a una decina d'anni dal matrimonio con Michelle. Ma non sarà facile uscirne indenni se organizza Stifler. Diretta da Jon Hurwitz e Hayden Schlossberg e scritta assieme ad Adam Herz (da sempre sceneggiatore della serie), la commedia spegne i furori che l'avrebbero portata vicino a Una notte da leoni per ribadire il versante sentimentale che si sposa con l'humour sboccato.

Così come ha condotto per mano il suo pubblico dall'adolescenza all'età adulta, alla testa messa a posto, al matrimonio, questo quarto film torna per fare il punto, per vedere cosa è successo nelle vite di trentenni poco felici e per nulla realizzati, che non riescono a cambiare i propri percorsi. Lo fa con quella sincerità di tono, gentilezza di tocco diventata paradossale nell'uso – stavolta meno esibito – di comicità scatologica e corporale, abbinando l'esaltazione della famiglia e dell'amore coniugale alle pulsioni bassissime, come dimostra il fallito Stifler. E ci riesce ancora una volta proprio in virtù di quel patto non tradito con lo spettatore.

Lo spirito cambia, coerentemente con l'età dei personaggi e del target, ma resta fedele, in virtù di quella “santificazione” degli anni '90 che sta formando cinema, musica e cultura degli ultimi anni: certo, è la regia che fa tutto come dimostrano i film dei Farrelly, o il cambio di autori negli anni, e infatti Hurwitz e Schlossberg non hanno il piglio dei film precedenti. Ma basterebbe la lunga gag della ragazzina da riportare in camera, o l'uso furbissimo delle canzoni per comprendere come il suo compito American Pie Reunion lo porti a termine, senza (troppe) sbavature, lasciandoci sorridenti. Come dopo una bella rimpatriata. (Emanuele Rauco)

 

Trailer:

 

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