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About Elly
Scritto da Emanuele Rauco   
venerdì 18 giugno 2010

In sala dal 18/06/2010 Genere Drammatico, Noir
Regia Asghar Farhadi Con Golshifteh Farahani, Taraneh Alidousti, Mani Haghighi, Shahab Hosseini
Paese Iran, 2009
Distribuzione Mediaplex Italia

Interessante noir di Asghar Farhadi che cerca di raccontare la verità e la sua paura in un regime asfissiante, anche se sottile.

 

Recensione

Abituati al cinema iraniano come finestra, di solito nascosta, su un mondo in fermento eppure segregato dai regimi politico-religiosi, la visione del nuovo film di Asghar Farhadi fa un po’ effetto; perché il film – vincitore dell’Orso d’argento a Berlino e rappresentante iraniano per l’Oscar (e quindi accettato dal regime) – segue apparentemente le coordinate del realismo e del genere per poi raccontare qualcosa di più profondo.

Durante una vacanza al mare tra amici, Elly, una maestra amica di una delle donne del gruppo, scompare: che fine ha fatto? E come mai nessuno sembra conoscere veramente la donna e la sua vita? Dramma nero, che ricorda vagamente le atmosfere cupe di The Vanishing di Sluizer, scritto dal regista e incentrato su un’ossessiva ed efficace tecnica di pedinamento.

Diviso in tre blocchi differenti, il film sembra descrivere quasi in tempo reale la villeggiatura e gli incastri umani e sentimentali dei protagonisti, per chiudersi sempre più pesantemente attorno ai segreti di Elly e poi attorno alle responsabilità di ognuno dei personaggi, per raccontare l’ossessione e la paura che, in una paese noto di questi tempi per l’onda verde e la sua protesta, diventano un vero e proprio muro, specie di fronte ad autorità e istituzioni. Farhadi – che apre il film con l’interno di una cassetta postale in cui la gente spedisce le proprie lettere – è abile nel lavorare sull’unità di luogo e nel renderla via via sempre più oppressiva e minacciosa, e nel mettere in scena una vitalità e una spontaneità rovinata sia dalla tragedia che dai lacci sociali e politici che li legano, e che spesso strozzano i personaggi. Anche se dopo l’incontro col fratello/fidanzato di Elly – l’incontro col rimosso – la tensione cala e il film necessiterebbe qualche taglio. Ma la sceneggiatura sa ben raccontare i misteri di una società di cui non si affronta mai il quotidiano – che è politico in quanto tale. Notevole inoltre l’acume con cui si disegna il personaggio di Elly, così come lo è la capacità di Farhadi di creare suspense e tensione senza trucchi o convenzioni, solo con i corpi dei suoi attori, seguiti da un’ossessiva e quasi metaforica macchina a mano, e tutti – da Golshifteh Farahani a Taraneh Alidousti – tanto veri quanto purtroppo maltrattati dal goffo doppiaggio. (Emanuele Rauco)

 

Trailer:

 

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