| Abduction |
| Scritto da Martina Calcabrini | |
| venerdě 07 ottobre 2011 | |
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►Abduction è una pellicola fiacca, noiosa e irrazionale che invece di creare suspense, concilia il sonno degli spettatori in sala…
Recensione
Se le commedie per adolescenti hanno sempre un successo assicurato ai botteghini, capita, a volte, che non si rivelino all'altezza delle aspettative della critica e del pubblico. Questo è il caso, ad esempio, di Abduction, la nuova pellicola di John Singleton che, sfoggiando la star in ascesa Taylor Lautner, cerca di accaparrarsi (almeno) il consenso delle fan di Twilight. Nathan è un ragazzo comune, un adolescente in preda agli ormoni e alla voglia di divertirsi, di sbronzarsi, di partecipare alle feste e svegliarsi sul giardino il giorno seguente. Eppure, a differenza dei suoi coetanei, Nathan è cresciuto a pane e karate, sempre impegnato in allenamenti di lotta per imparare a difendersi, se mai ce ne fosse bisogno. Durante una ricerca sul web, il ragazzo scopre su un sito per persone scomparse una foto di un bambino che gli somiglia in modo impressionante. Bramoso di scoprire la verità, Nathan chiama l'amministratore del sito internet e scatena una lotta senza precedenti destinata a cambiare la sua vita e quella delle persone che lo circondano. Da John Singleton, il promettente regista di 2 fast and 2 furious candidato agli Oscar ancora prima che se ne rendesse conto, tutto ci si poteva aspettare tranne che una pellicola d'azione priva dell’elemento fondamentale del cinema di genere, l'atmosfera adrenalinica. Sebbene la sceneggiatura sia banale e prevedibile, con dialoghi al limite del ridicolo, la pecca peggiore, probabilmente, è la scelta di rendere il muscoloso lupacchiotto di Twilight, Taylor Lautner, il protagonista assoluto della pellicola. Mono espressivo, goffo e pesante, il giovane attore non riesce a far aderire la sua persona al personaggio, sfigurando pesantemente affianco ad attori come Sigourney Weaver e Alfred Molina (che, incredibilmente, hanno aderito al progetto). La sua collega, Lily Collins è fastidiosamente dedita a fare smorfie e moine proponendo, sempre, la soluzione più sbagliata. E come il protagonista, davanti agli occhioni da cerbiatta della compagna, capisce poco e niente, il regista, troppo preso a coprire gli orrori di sceneggiatura, perde completamente la lucidità necessaria. Possibile, infatti, che il mafioso russo che da la caccia ai protagonisti, abbia come asso nella manica, la possibilità di sterminare tutti gli amici di Facebook di Nathan? No, non ci si può credere. Abduction, insomma, è una pellicola fiacca, noiosa e irrazionale che invece di creare suspense, concilia il sonno degli spettatori in sala.(Martina Calcabrini)
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