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A.C.A.B.
Scritto da Martina Calcabrini   
Tuesday 31 January 2012

In sala dal 27/01/2012 Genere Drammatico
Regia Stefano Sollima Con Pierfrancesco Favino, Marco Giallini, Filippo Nigro, Domenico Diele, Andrea Sartoretti, Roberta Spagnuolo, Eugenio Mastrandrea, Eradis Josende Oberto
Paese Italia, 2012 Durata 112’
Distribuzione 01 Distribution

►A. C. A. B. è una storia (comune) di violenza, di fascismo e di razzismo che sa, contemporaneamente, chiedere scusa per la sua spettacolarità...

 

Recensione

Dopo il successo della serie televisiva Romanzo Criminale, era impensabile che il cinema italiano non avrebbe scelto il regista Stefano Sollima per la trasposizione cinematografica di A. C. A. B., romanzo edito da Einaudi scritto da Carlo Bonini, uno dei maggiori giornalisti de La Repubblica.

Mazinga, Negro e Cobra sono tre poliziotti del VII Nucleo, settimo reparto dei celerini che, quotidianamente, lottano contro chiunque mini la sicurezza dello Stato. Forti dell’aiuto di Carletto, un ex collega, e di Spina, il nuovo arrivato, i celerini, spesso, sono obbligati a farsi giustizia da soli per mantenere l’“ordine” in una nazione invasa da (troppi) extracomunitari, ubriachi, drogati e anarchici. Ma chi decide se hanno ragione i manifestanti violenti o gli altrettanto crudeli tutori dell’ordine?

Nessuno aveva dubbi sull’operato finale di Sollima. Il regista ci sa fare con le storie di violenza, di cattiveria, di crudeltà. Sa come trasformare un personaggio effettivamente cattivo in una persona violenta per difesa personale (?). Sa come modellare una storia particolare su un contesto generale e renderla, contemporaneamente, straniante e straniata. In A. C. A. B., infatti, lo spettatore si ritrova intrappolato in un gioco masochistico di empatia e orrore per la vicenda narrata: storie di uomini arrabbiati che trovano sfogo ai loro, personalissimi, dolori solo quando si scontrano fisicamente con un altro essere umano altrettanto arrabbiato (sebbene per motivi differenti). In un paese in cui grava ancora il fantasma del G8 di Genova e del massacro alla caserma Diaz (cui si accenna più volte durante il film), non è facile portare su grande schermo una pellicola tanto morale (ma non moralista). Perché è facile, leggendo il libro, condannare le azioni di violenza di un popolo affamato di giustizia e di sicurezza; ma non lo è poi nella realtà, quando si chiede aiuto e non si riceve risposta. Nel libro si legge che A. C. A. B. è l’acronimo di “All Corps Are Bastards”, ovvero “Tutti i poliziotti sono dei bastardi”, tatuato fieramente sulle braccia o sul collo di coloro che sputano sul lavoro dei poliziotti ma che, nel momento del bisogno, alzano la cornetta e chiamano il 112.

Buona la regia, impeccabile la fotografia, ottima la prova attoriale. Pierfrancesco Favino, sempre in ottima forma, si conferma uno dei migliori attori italiani del momento, spalleggiato da un eccellente Filippo Nigro, finora mai così in forma, e dal maturo Marco Giallini. Ma degni di nota sono anche le interpretazioni del novellino Domenico Diele e di Andrea Sartoretti, conosciuto come il “bufalo” della serie televisiva. Un applauso, dunque, al coraggio di Stefano Sollima capace di raccontare una storia (comune) di violenza, di fascismo e di razzismo sapendo, contemporaneamente, chiedere scusa per la sua spettacolarità. (Martina Calcabrini)

 

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