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A-Team
Scritto da Emanuele Rauco   
venerdì 18 giugno 2010

In sala dal 18/06/2010 Genere Azione
Regia Joe Carnahan Con Liam Neeson, Bradley Cooper, Jessica Biel, Quinton Jackson, Sharlto Copey
Paese USA, 2010
Distribuzione Fox

►Simpatico e cialtrone adattamento di una clownesca serie tv, che ha il limite di non seguirne lo spirito fino in fondo.

 

Recensione

Il modernariato è la base su cui ormai si fonda metà dell’industria cinematografica hollywoodiana, fatta di revival, mode, idee riciclate. Oltre a rifacimenti e ripartenze, le serie tv offrono non poco materiale di facile impatto per il cinema d’azione, spesso boccheggiante. Così A-Team, serie tv cialtronesca di Frank Lupo e Stephen J.Cannell, diventa un film per la regia di Joe Carnahan che mantiene ciò che promette.

Quattro militari delle forze speciali si trovano incastrati in un gioco di potere per il traffico di matrici al fine di fabbricare denaro falso: non fidandosi di nessuno, faranno leva soltanto sulle loro spalle. Azione pura con qualche fronzolo da thriller cospirativo, sceneggiata dal regista con Brian Bloom e Skip Woods e prodotta dai fratelli Scott all’insegna del divertimento grasso.

Una trasposizione in un certo senso contraddittoria che da una parte cerca di giocare col mito dell’A-Team, pronunciando la parola piano (che porterà al tormentone “amo i piani ben riusciti”) ogni 3 minuti e reiterando le dinamiche comiche dei personaggi, ma dall’altra cerca di staccarsene adattandosi a una complessa realtà politica dove agenzie, forze armate e corpi speciali non riescono più a capire gli obiettivi e l’identità nazionale. Forse è proprio qui il vero limite del film di Carnahan, nell’aver complicato trame e atmosfere non riuscendo a integrare lo spirito scanzonato dei personaggi con quello cupo e moderno della narrazione.
Fin dal prologo, lungo quasi venti minuti come fosse un film di 007, la sceneggiatura manca di semplice compattezza sostituita da cospirazioni e un ambiguo senso di solidarietà militarista, costringendo Carnahan a sbrodolarsi addosso e a dare il meglio nel finale, non a caso segnato dalla frase chiave “L’esagerazione è sottovalutata”, e quindi via libera a esplosioni, fuochi d’artificio, voli e botte, persino un gioco delle tre carte fatto con tre container. Film per appassionati del cinema “tamarro”, o almeno di un cinema che nega la realtà e costruisce leggi fisiche proprie: come quella che Liam Neeson debba solo fare divertissement senza logica o che il P.E.Baracus di Mr.T è irripetibile, di sicuro non dal blando Quinton Jackson. (Emanuele Rauco)

 

Trailer:

 

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