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A Dangerous Method
Scritto da Martina Calcabrini   
domenica 02 ottobre 2011

In sala dal 30/09/2011 Genere Drammatico
Regia David Cronenberg Con Viggo Mortensen, Michael Fassbender, Keira Knightley, Vincent Cassel
Paese Canada/Usa, 2011 Durata 93'
Distribuzione BIM Distribuzione

A Dangerous Method è una pellicola sotto tono che, anteponendo le parole all'azione, rivela allo spettatore un Cronenberg stanco e poco appassionato…

 

Recensione

Se c'è qualcuno che ha fatto della malattia la colonna portante di tutte le sue opere, quello è indubbiamente David Cronenberg. Regista del moderno per eccellenza, ha analizzato la malattia in tutte le sue forme, dalla manifestazione dei primi sintomi sino alla decadenza fisica e mentale dell'individuo, soffermandosi in modo particolare sugli effetti collaterali della stessa. Se pensiamo a La mosca, ad esempio, appare evidente quanto l'affezione, manipolata dal regista, possa essere estremizzata a tal punto da diventare sconvolgente.

Nel suo nuovo lavoro, A Dangerous Method, Cronenberg cerca di analizzare la nascita della malattia mentale e del primo metodo scientifico per curarla, attraverso la storia dell'amicizia tra il maestro della psicoanalisi Sigmund Freud e il suo primo allievo Carl Gustav Jung. I due uomini si incontrano quando il secondo si imbatte nell'eccentrico caso della signorina Sabina Spielrein che, affetta da istinti sessuali (perversi) repressi, ha difficoltà di espressione e di relazione con gli altri (specialmente se uomini). Inizialmente Freud e Jung sono amici intimi e affiatati, ma quando le loro idee iniziano a convergere su versanti differenti, diventano due estranei, due sconosciuti, due nemici. Persino la signorina Spielrein diviene, in qualche modo, una "merce di scambio", colpevole (?) di aver boicottato il proprio corpo e la propria mente con la nascita di una diversa scuola di pensiero.

Bisogna dirlo: in questo film c'è poco spirito cronenberghiano, poco umorismo graffiante, poco sentimento irritato. Probabilmente stanco di lottare contro il pubblico benpensante, il regista ha deciso di non calcare troppo la mano sulle conseguenze della cura sperimentale, puntando l'obiettivo della macchina da presa (e l'occhio dello spettatore) verso le (inter)relazioni tra i personaggi. Se la relazione tra Jung e Sabina attraversa tutte le fasi di un amore intenso, appassionato e, ovviamente, sfortunato, quello tra Sigmund e Carl passa dal formale rapporto studente maestro, a quello affettivo tra un padre e un figlio, finendo per diventare quello astioso tra due rivali. Se per malattia, dunque, ci "accontentiamo" di quella sorta di malessere interiore che logora il corpo e la mente dall’interno, come un cancro, allora, possiamo sentire la presenza di Cronenberg dietro una sinossi sin troppo schematica. Se, invece, ci approcciamo alla pellicola sperando in un prodotto forte e suggestivo in stile Crash, allora, dobbiamo necessariamente accontentarci della performance esagerata di Keira Knightley che, rinunciando a salpare per un'altra avventura piratesca, assume atteggiamenti nevrotici e isterici al limite del reale. A Dangerous Method, insomma, è una pellicola sotto tono che, anteponendo le parole all'azione, rivela allo spettatore un Cronenberg stanco e poco appassionato. (Martina Calcabrini)

 

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