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6 giorni sulla Terra
Scritto da Emanuele Rauco   
Friday 17 June 2011

In sala dal 17/06/11 Genere Fantascienza
Regia Varo Venturi Con Massimo Poggio, Ludovico Fremont, Laura Glavan, Marina Kazankova, Varo Venturi
Paese Italia, 2011 Durata 101'
Distribuzione Bolero Film

Varo Venturi si cimenta con la fantascienza, ma partorisce un pastrocchio interpretato da Massimo Poggio e Ludovico Fremont.

 

Recensione

Ci vuole coraggio per fare un film di fantascienza in Italia. Ce ne vuole ancora di più per chiamarlo “real-scienza” e spacciarlo per verità grazie alla complicità del bio-chimico Corrado Malanga, di cui il film ricalca vita e conoscenze. Il risultato, povero e sciatto, nella valenza cinematografica assume un senso ancora più fasullo alla luce delle farneticazioni.
Il dottor Piso, attraverso l'ipnosi, riesce a riportare alla luce casi di rapimenti alieni (adduzioni) e a parlare con le presenze. Hanno un piano preciso, quello di conquistare le nostre “anime” per dominare la terra. E la bella Saturnia potrebbe essere l'elemento decisiva del dominio. Assunto che potrebbe anche sembrare affascinante, quello della sceneggiatura del regista (anche musicista, direttore della fotografia e montatore), Maria Luisa Fusconi (anche scenografa) e Giacomo Mondadori, se non fosse che si cerca di mescolare il complottismo - che in confronto X-Files sembra capolavoro di lucidità - con le pretese scientifiche dei libri di partenza.

Il cuore del film, e delle teorie di Malanga che Venturi sposa senza batter ciglio, è la composizione elettrica dell'anima umana che permette agli alieni di comunicare e gestire gli esseri umani, ma che se risvegliata li brucerebbe e li eliminerebbe. Intorno alla cialtroneria con cui si dà rilevanza scientifica al concetto di anima (e una frequenza: -66.6 kilohertz), si accumulano servizi segreti, militari che collaborano con gli alieni, microchip impiantati e donne messe incinte dagli extra-terrestri, nobili e massoni di tutto il mondo uniti.

Messi insieme con lo sputo di una sceneggiatura dilettantesca, che scimmiotta l'America, farneticante, in cui le inflessioni da film “commerciale” (i tocchi di humour, le questioni personali dei personaggi) sono a dir poco tremende, facendo il paio con una regia incapace di infondere il minimo senso della tensione e del pericolo alla vicenda e che non prova nemmeno a camuffare il basso budget, riempiendo il film di inguardabili animazioni digitali e scene d'azione infime. Un film goffo più che ridicolo, che gli attori (traditi anche da un sonoro e un missaggio fallimentari) aiutano ad affondare. E se l'incapacità di Ludovico Fremont non stupisce, desta perplessità la prova di un attore decentemente televisivo come Massimo Poggio, sulla cui bocca passano battute che solo uno come Nicolas Cage potrebbe pronunciare. (Emanuele Rauco)

 

Trailer:

 

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