| Carrie - Lo sguardo di satana |
| Scritto da Leonardo Piva | ||||
| mercoledì 25 febbraio 2009 | ||||
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Genere Horror In breve Repressa e isolata, Carrie reagirà al mondo grazie a poteri fino ad allora sconosciuti. Tratto dal primo romanzo di Stephen King.
CARRIE - LO SGUARDO DI SATANA Titolo originale Carrie Genere Horror
Le storie di Stephen (The) King non sono mai semplici e comuni racconti del brivido: la narrazione fa perno sulla maturazione dei protagonisti, sul riconoscimento della linea d’ombra. E proprio queste situazioni di evoluzione interiore - mascherate da thriller/horror in maniera magistrale - rendono i libri del Re del Maine perfette letture da consumare “qualche minuto prima di mezzanotte”. Questa pellicola, di un giovanissimo Brian De Palma (Gli Intoccabili, Scarface), non fa eccezione e si concentra sul viaggio interiore di Carrie (nomination all’Oscar per Sissy Spacek), giovane ragazza solitaria e impreparata alla vita. Cause queste, che la rendono una 'difficile' amica e compagna di scuola. Ma se per una buona metà della storia Carrie è succube praticamente di tutti (ad eccezione della sua professoressa di educazione fisica), piano piano, in lei, si fa posto qualcosa d’inaspettato. E qui il film diventa il perfetto figlio del suo tempo, quegli anni ’70 dominati dalla ribellione giovanile, dal rifiuto di vecchi dogmi religiosi e sociali (incarnati a gran voce - e non solo - dalla madre, Piper Laurie), dalla voglia dirompente di staccarsi dalla massa e dall’opinione comune (in tal senso, la classe, è una metafora perfettamente riuscita), e - perché no? - anche dalla voglia di vivere una storia d’amore in maniera leggera e onirica (con tanto di illusorio premio per la coppia più bella del liceo, trofeo condiviso con William Katt). Carrie - Lo sguardo di Satana ha un ingranaggio funzionante ed efficace, garantito da un Brian De Palma in piena forma e sostenuto dal memorabile tema di Pino Donaggio, che richiama la famosa soundtrack di Psyco. Ma per gli amanti delle citazioni la lista non si ferma qui: il liceo che frequenta Carrie si chiama Bates High, riportando alla memoria proprio il personaggio cult di Alfred Hitchcock, Norman Bates. Una significativa curiosità: Stephen King, nella tradizionale rubrica che gestisce su Entertainment Weekly, ha affermato che il finale del film è tra le scene più paurose che abbia mai visto. Se lo dice lui… (Leonardo Piva) Trailer
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