| Black Christmas (Un Natale rosso sangue) |
| Scritto da Giacomo Ioannisci | |||
| martedì 26 maggio 2009 | |||
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Genere Horror In breve La notte di Natale alcune studentesse dovranno affrontare uno sconosciuto malintenzionato introdottosi nella loro abitazione.
Genere Horror
Sono diversi i film che raccontano un 25 Dicembre da brividi. Anche se, possiamo dire, tutto è partito dal 1974 quando Bob Clark, poi affermato regista di scollacciati film ormonali tanto in voga negli anni Ottanta, ha girato l’ormai cult canadese Black Christmas, preceduto da altri due horror a basso budget, L'assedio dei morti viventi (1972) e il notevole La morte dietro la porta (1974). Clark non pensava affatto che Black Christmas sarebbe diventato un film rivoluzionario per il genere horror. E invece sì, perché se escludiamo Reazione a catena di Mario Bava, Un Natale rosso sangue (questa è la traduzione dell’edizione italiana) è a tutti gli effetti il primo vero esempio nordamericano di film slasher della storia del cinema. In una confraternita alcune studentesse universitarie si ritrovano riunite per la notte di Natale alle prese dapprima con telefonate anonime minatorie e poi con uno sconosciuto malintenzionato introdottosi nella loro abitazione. Non tutte riusciranno a sopravvivere. Per certi versi, considerando la quasi totale unità del luogo, in quanto il film si svolge per intero all'interno dell'abitazione delle studentesse, Black Christmas può sembrare un classico thriller d’assedio, di quelli che proprio negli anni Settanta stavano cominciando a farsi notare soprattutto in chiave metropolitana. Ma il racconto sovrappone tre differenti piani narrativi: l'omicida nascosto nella soffitta dell'abitazione, le telefonate oscene del presunto maniaco e la ragazza violentata e uccisa trovata nel bosco vicino alla dimora delle studentesse con la polizia impegnata nelle indagini tra la neve e i festeggiamenti del Natale. L'aspetto decisamente più interessante è di certo invece quello tecnico, in particolare la ripresa in soggettiva con la visuale dell'assassino (Clark non lo mostra mai) che a partire da Black Christmas è diventato uno degli espedienti estetici più utilizzati dal cinema horror americano, basti pensare ad Halloween (1978) di John Carpenter e Venerdì 13 (1980) di Sean S. Cunningham. Nel mercato home video è conosciuto anche con il titolo Silent night, evil night e Stranger in the house. Purtroppo nel 2007 è stato realizzato anche un pessimo e trascurabile remake ad opera di Glen Morgan. L'edizione del dvd targato Gargoyle è molto buona e tra i contenuti speciali presenta un ottimo documentario sul film dalla durata di 36 minuti. (Giacomo Ioannisci)
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Regia Bob Clark
























