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Torino GLBT: quarta giornata
Scritto da Redazione   
domenica 26 aprile 2009

I due film in concorso
Nel primo, A Festa da Menina Morta di Matheus Nachtergaele (Brasile, 2008), identità e genere si fondono in maniera curiosa e sorprendente: da vent'anni una piccola popolazione dell'Alto Rio delle Amazzoni commemora la festa della Ragazza Morta. L'evento celebra il miracolo rivelato da Santinho, che dopo il suicidio di sua madre ha ricevuto dalla bocca di un cane un brandello del vestito di una vergine scomparsa. Ogni anno arrivano sempre più persone per ascoltare 'le rivelazioni' della ragazza che si manifestano attraverso Santinho… Serbis di Brillante Mendoza (Filippine/Francia 2008), il cui titolo in tagalog significa letteralmente "servizio", è ambientato in una sala cinematografica gestita dalla famiglia Pineda, capitanata dalla vecchia Nanay Flor. La sala è un cinema per adulti chiamato "Family" e tutti i componenti della famiglia fanno qualcosa, compreso il "servizio", per portare dei soldi in più a casa. Brillante Mendoza, appena selezionato per andare a Cannes 2009, torna a Torino dopo aver vinto nel 2006 il premio del pubblico con Masahista.

Il documentario in concorso:
Falusi Románc: Meleg Szerelem (A Village Romance: Lesbian Love) di Kriszta Bódis (Ungheria, 2007) narra la storia di due donne di nome Mari che vivono in un isolato villaggio ungherese: Mari Kalányos è nata lì e patisce gli abusi del marito alcoolizzato; Mari Bán, invece, è una ex musicista di Budapest che si è trasferita in questo villaggio alla ricerca di tranquillità seguendo la scelta di molte altre lesbiche. Nonostante un primo momento di tolleranza, la comunità lesbica inizia a essere oggetto di minacce da parte popolazione locale.

A vent’anni dalla caduta del muro: Westler di Wieland Speck e un incontro in collaborazione con la Biennale della Democrazia. Il film girato dall’attuale direttore della sezione Panorama del festival di Berlino nel lontano 1985, rispecchia la vita nell’attuale capitale tedesca, allora divisa dal muro, che si fa anche metafora delle difficoltà di vivere un amore omosessuale. La parte a est era girata clandestinamente in location originali, e nell’insieme il film oggi acquisisce caratteristiche da docu-fiction. L’incontro al termine del film con l’autore, e con Mathias Freihof (attore del film Coming out di Heiner Carow, anch’esso presentato al festival) e Harry Baer (attore tedesco del gruppo di Rainer W. Fassbinder, presente in giuria) sarà coordinato da Andrea Riscassi de La Stampa.

Il Terzo Premio Speciale del Festival va a John Greyson per il suo forte impegno contro l’aids e il pensiero cattolico, a Torino per presentare Fig Trees, un focus sulle case farmaceutiche produttrici di medicinali contro l’epidemia mondiale che quotidianamente miete vittime, consapevoli o meno dei rischi. Già vincitore a Berlino del Teddy Award, Greyson porta la sua ricerca al Festival con l’augurio di divulgare il pensiero e le opinioni spagnole (inviare un milione di preservativi nelle zone maggiormente colpite dalla malattia) e dell’Unione europea in contrasto alle recenti dichiarazioni di Benedetto XVI riguardo alla situazione del contagio in Africa.

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