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EVENTO SPECIALE per il 24° Torino GLBT Film Festival 2009
UK 1979-2009: DA “ASHES TO ASHES”
ALLA “COMMON PEOPLE” GENERATION
20 canzoni per riassumere la colonna sonora di 30 anni di rivoluzione del costume e della cultura anglosassone: piccoli tasselli nell’evoluzione musicale e estetica dell’immaginario queer, dove si sono preferiti quei videoclip meno noti ma con influenza maggiore sulla (contro)cultura giovanile dei giorni nostri.
Le tre icone: David Bowie, Morissey e Ian Curtis
David Bowie è stato il re del trasformismo e di un’avanguardia estetica talmente forte da sovvertire tutti i canoni del costume degli anni 70 e 80. Morrissey, simbolo di ambiguità colta e elegante, è stato capace di scalare tutte le classifiche musicali e ha trasformato la sua band (The Smiths) in culto mondiale. Ian Curtis, cantante dei Joy Division, benché lontano dalla scena queer, ha - con il suo carisma, la sua glaciale bellezza e una certa attitudine autodistruttiva - influenzato tutta la nuova generazione di gruppi inglesi (Franz Ferdinand, Correcto, White Lies).
Dai Visage al brit pop
Per rappresentare i vari aspetti e le contraddizioni degli anni 80: Fade to Gray dei Visage, canzone simbolo della scena “new romantic”, fatta di eccessi estetici e ricerca musicale, e I’m not Scared degli Eight Wonders, esplosivo incontro tra Patsy Kensit, reginetta della pop music, e la creatività dei Pet Shop Boys.
Musica e moda
Il connubio “musica – moda” è sempre stato molto forte: l’esplosiva coppia formata da una discussa top model (Kate Moss) e un trasgressivo musicista (Pete Doherty) diventa un caso seguito in modo maniacale dai tabloid inglesi, diventati icone idolatrate dai ragazzini di mezzo mondo. In programma l’ultimo video di Doherty con un finale esplicitamente gay, e l’interessante collaborazione di Kate Moss nel pezzo Some Velvet Morning dei Primal Scream.
Le nuove band inglesi indie e Maison Dior Homme
Una serie di band inglesi indie (The Rakes, Eight Legs, These New Puritans e Babyshambles) sono venute alla ribalta, anche grazie alla figura di Hedi Slimane, il geniale designer per la Maison Dior Homme che con il suo gusto androgino ha trasformato l’immaginario della moda maschile degli ultimi anni. Oltre a invitare queste band a suonare durante le sfilate, Slimane le ha fatte diventare delle vere e proprie icone della nostra era contemporanea, presentandole sulle patinate riviste di moda come modelli di un nuovo stile.
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