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SulmonaCinema 2010 (martedì 7)
Scritto da Redazione   
Tuesday 07 December 2010

 

28° SULMONACINEMA FILM FESTIVAL
2 – 7 dicembre 2010
SULMONA, Nuovo Cinema Pacifico, Via Roma 27


MARTEDI’ 7

10.30 Rapsodia digitale //a cura di Federico Ercole (utopie sintetiche)
“Halima” di Maicol Casale // “Salve Regina” di Laura Bispuri // “(Ri)epilogo o Don Govanni al di qua della vita” di Fulvio Baglivi // “Playtime: tutorial” di Maicol Casale, Federico Ercole, Alberto Momo // “Beautiful lab” di Tiwi ed Effecinque // “JohnWoo’s Stranglehold” di Federico Ercole e Alberto Momo // “Transfiguration” e “Citizen Cake” di Francis Kuipers
19.00 Serata finale 28° Sulmonacinema, con un OMAGGIO SPECIALE a MARIO MONICELLI
21.00 Proiezione del film vincitore del concorso

 

 

Ultima giornata di Sulmonacinema. Quasi per transizione dal dibattito di domenica sulla Metamorfosi delle sale cinematografiche verso nuove forme visive e modalità di visione si entra nel mondo virtual/digitale delle “Utopie sintetiche” – curate come ogni anno da Federido Ercole – sotto il titolo Rapsodia digitale.

Utopie sintetiche: Rapsodia digitale
In una realtà che sembra sfilacciata e scomposta in mille pixel diversi tra i tanti messaggi che ci bombardano giorno per giorno, le Utopie sintetiche del 2010 sono materiali difformi, formati che si mischiano e sembrano inconciliabili se non fossero “rapsodiati”. I fili dell’utopia uniranno in una trama unica i virtuosismi coreografici di John Woo, laddove il suo cinema si fa videogioco e a sua volta racconto verista di chi lo sta giocando (John Woo’s Stranglehold di Federico Ercole e Alberto Momo, andato in onda a “Fuori Orario” su Raitre in occasione del Leone d’oro a Venezia 2010 al maestro di Hong Kong). La musica di Francis Kuypers è trasformata in immagine dalle note-macchina da presa del suo stesso autore (Transfiguration e Citizen Cake) dove il digitale annulla il tempo. Il teatrino sconcio della politica italiana si rivela in una “vera” soap opera (Beautiful Lab, ideato da Tiwi e Effecinque andato in onda su Sky.it); il passato in super-8 di Halima rivive nel suo presente digitale (nell’opera di Maicol Casale), e la dialettica tra formati differenti diviene discorso tra tempi diversi dell’esistenza. Mentre il Don Giovanni di Carmelo Bene ci appare come un (ri)epilogo di tutte le vite (a cura di Fulvio Baglivi). “La realtà tornerà a essere tale, prima di crollare quando le immagini finiscono e i suoni cessano? O siamo stati soltanto in un'altra realtà e la nostra non esiste più nell’infinito accavallarsi di sensazioni che ci cullano nella nostra vita, alimentando in noi l’illusione di essere vivi?”, si chiede il curatore della sezione.

Omaggio a Mario Monicelli nel corso della serata di premiazione in cui sarà consegnato l’Ovidio d’Argento al miglior film, la migliore regia e le migliori interpretazioni femminili e maschili: si vedranno alcuni brani di interviste (anche inedite) tra le più recenti, tra cui quella realizzata da Giulia Merenda per il suo Come posso (presentato al festival), in cui con garbo e ironia da quel grande uomo della cultura che era, narra il cinema, il teatro, le arti visive in generale nell’Italia degli ultimi anni. Di particolare interesse è il video di quando il regista di origini toscane era ospite del festival nel 2005, e dal palco di Sulmonacinema ha snocciolato alcuni ricordi e aneddoti dal set di Parenti e serpenti, interamente girato a Sulmona nel periodo natalizio del 1991, per uscire l’anno dopo nelle sale. La scelta di Sulmona era fortemente voluta da Monicelli (mentre lo sceneggiatore Carmine Amoroso spingeva per la vicina Lanciano), perché qui aveva vissuto una forte esperienza personale. Monicelli viene ricordato come grande amico del festival, a cui era venuto più volte in visita perché laddove sono di casa indipendenza di spirito e consapevolezza politico-sociale culturale, lui c’era. Sempre.

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