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Prima mondiale del film Centro Histórico al Festival di Roma
Scritto da Redazione   
Friday 21 September 2012

 

FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA
9 – 17 novembre 2012

Centro Histórico di Aki Kaurismäki, Pedro Costa, Victor Erice e Manoel de Oliveira aprirà in prima mondiale la sezione CinemaXXI. Presiederà la giuria l’artista e cineasta scozzese Douglas Gordon

 

Il film Centro Histórico di Aki Kaurismäki, Pedro Costa, Victor Erice e Manoel de Oliveira aprirà, in prima mondiale, la sezione CinemaXXI, la nuova linea di programma che il Festival Internazionale del Film di Roma dedica all’esplorazione delle nuove correnti e dei nuovi linguaggi del cinema mondiale. A guidare la giuria di CinemaXXI sarà Douglas Gordon (Glasgow, 1966), uno dei più importanti artisti visivi della sua generazione. Vincitore a soli 30 anni del prestigioso “Turner Prize”, le sue opere sono esposte nelle principali gallerie e nei maggiori musei del mondo, dal MoCA di Los Angeles, alla Fundació Joan Miró di Barcellona, dal MoMA di New York alla Tate di Londra.

Centro Histórico è un film a quattro voci, realizzato nell’ambito dei progetti sviluppati per “Guimarães 2012 Capitale Europea della Cultura”. La prima parte, dal titolo “O Tasqueiro”, è scritta e diretta da Aki Kaurismäki. Il regista finlandese ha firmato pellicole come Leningrad Cowboys Go America, L'uomo senza passato (Gran premio della giuria a Cannes nel 2002), Le luci della sera e Miracolo a Le Havre, e ritrova in “O Tasqueiro” atmosfere ed elementi stilistici che evocano i suoi precedenti lavori, narrando con delicatezza un giorno nella vita di un barista solitario del centro storico di Guimarães.

Il secondo segmento di Centro Histórico, “Lamento da Vida Jovem”, è stato affidato a Pedro Costa, autore di Ossos (premiato a Venezia nel 1997 per la migliore fotografia), Nella stanza di Vanda (in Concorso al Festival di Locarno nel 2000) e Memories realizzato con Eugène Green (premio speciale della giuria al Festival di Locarno del 2007). Nella parte da lui scritta e diretta, il regista portoghese ripropone la figura del capoverdiano Ventura, già protagonista di Juventude em Marcha, nello spazio surrealista di un ascensore che diventa un luogo di confronto con la memoria.

Victor Erice – il regista de Lo spirito dell'alveare, El sur e El sol del membrillo, premiato dalla critica al Festival di Cannes – ha invece scritto e diretto il segmento “Vidros Partidos”, nel quale mostra i locali della ex fabbrica di filatura e tessitura di Rio Vizela, una delle più grandi industrie tessili in Europa, fondata nella metà del XIX secolo e chiusa nel 2002. Erice raccoglie, con la sensibilità che contraddistingue tutti i suoi film, le testimonianze degli ex dipendenti della fabbrica, prendendo atto dei cambiamenti di una classe industriale che sta scomparendo.

Manoel de Oliveira ha scritto e diretto l’episodio conclusivo “O Conquistador, Conquistado”. L’opera dell’ultracentenario regista, considerato il più importante cineasta portoghese vivente e uno degli autori più significativi della storia del cinema mondiale, attraversa l’intero Novecento, da Douro, lavoro fluviale del 1931 ai grandi successi degli anni ottanta e novanta (Le soulier de satin, La valle del peccato, e Viaggio al principio del mondo, per citarne alcuni) e arriva fino ai giorni nostri con opere come Singolarità di una ragazza bionda e O estrahno caso de Angélica. Nel suo intervento in Centro Histórico, de Oliveira racconta con ironia di una nuova “conquista”, ovvero quella del centro storico di Guimarães ad opera di un gruppo di turisti.


SINOSSI

Centro Histórico
Mentre facevamo un giro attraverso la moderna Guimarães, città fondatrice del Portogallo, ci siamo chiesti: “Che storie ha da raccontarci?”. La risposta a questa domanda proviene dalle voci di quattro filmmakers con visioni uniche del cinema, Aki Kaurismäki, Pedro Costa, Victor Erice e Manoel de Oliveira, che insieme hanno partecipato alla realizzazione del film. Le cose non sono quello che sembrano inizialmente: le dimensioni multiple della storia si generano sia dalla realtà che dalla finzione.


IL PRESIDENTE DELLA GIURIA DI CINEMAXXI

Douglas Gordon
Douglas Gordon (Glasgow, 1966) è uno dei più importanti artisti visivi a tutto campo della sua generazione. Nel corso della sua carriera, ha lavorato su diversi media: video installazioni, film, fotografie, oggetti e testi. Nel 1996, a soli 30 anni, ha ricevuto il Turner Prize, uno dei maggiori riconoscimenti inglesi per l’arte contemporanea e nel 1997 ha rappresentato il Regno Unito alla Biennale di Venezia. Da sempre interessato al doppio registro espressivo, tra comunicazione verbale e immagini in movimento, si è imposto per le sue video-installazioni di grandi dimensioni e per i suoi testi, stampati sui muri degli spazi espositivi nelle collocazioni più diverse. Negli ultimi quindici anni ha esposto nelle principali gallerie e nei maggiori musei del mondo, tra i quali il Museum of Contemporary Art di Los Angeles nel 2001, la Fundació Joan Miró di Barcellona (2006), il Museum of Modern Art di New York che nel 2006 gli ha dedicato una retrospettiva, la Tate di Londra (2010) e il Museum für Moderne Kunst di Francoforte (2011). Fra le opere più significative e note dell’artista scozzese, “24 Hour Psycho”, in cui uno dei più famosi film della storia del cinema, Psycho di Alfred Hitchcock, è proiettato senza sonoro su un grande schermo alla velocità di due fotogrammi al secondo, in modo tale che il compimento del film abbia luogo nell’arco di un giorno intero. L’esordio nel mondo della regia cinematografica risale al 2005 con il film Zidane, un ritratto del XXI secolo, diretto con Philippe Parréno e presentato fuori concorso a Cannes. Il film “K. 364 - A Journey by Train”, presentato alla 67. Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti, e il contributo al progetto “Rebel” rientrano fra i lavori più recenti di Douglas Gordon. In K. 364 - A Journey by Train, l’artista scozzese ripercorre il viaggio di due musicisti di origine ebraica, che tornano a suonare nelle terre da cui i genitori dovettero fuggire. Il percorso termina nella sala da concerti di Varsavia dove viene eseguita la Sinfonia Concertante in Mi bemolle maggiore (k.364) di Mozart. Nell’ambito del progetto “Rebel” – un film installazione creato da James Franco – Douglas Gordon, Harmony Korine, Paul McCarthy, Ed Ruscha, Aaron Young, rielaborano il film Gioventù bruciata di Nicholas Ray attraverso pittura, scultura, fotografia, disegno e video.

 

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