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Libri: Gli archivi di Dracula
Scritto da Redazione   
Friday 12 February 2010

 

Alle origini della storia del Principe delle Tenebre c'erano
Gli archivi di Dracula
di Raymond Rudorff

 

Edizioni Gargoyle Books

Traduzione di Simone De Crescenzo

Postfazione di Gianfranco Franchi

Dall'11 febbraio 2010 in libreria

 

La trama. Nel 1877 - dopo la morte, dagli inquietanti risvolti, di entrambi i genitori, nobili possidenti della cittadina magiara di Kalasz -, il piccolo Stephen Morheim viene affidato al colonnello Gabriel Takely che, come parente più prossimo, ne diventa il tutore legale. Oppresso da una deficienza mentale, il bambino incontra insormontabili difficoltà sia nell'apprendimento sia nella comunicazione, ma, al compimento dei dieci anni, ecco verificarsi un'incredibile e inattesa inversione di marcia: Stephen comincia a esprimersi compiutamente e vede scemare pian piano i suoi problemi di attenzione. Adolescente, Stephen ha ormai superato ogni incertezza conoscitiva mostrando, anzi, una strepitosa vitalità intellettuale - sorretta da una formidabile memoria e da una penetrante eloquenza - e un magnetismo ipnotico - un misto di autorità e sicurezza inscalfibili, capace di assoggettare il prossimo. Stabilitosi a Budapest per studiare all'Università, il giovane manifesta una forte passione per la storia dell'Europa centrale e orientale, in specie per gli alberi genealogici dei più antichi casati dell'Impero austro-ungarico. Stephen sa di provenire da una dinastia di guerrieri sanguinari da cui è irresistibilmente attratto. Ma cosa c'è all'origine di tale esaltazione? Perché Stephen, terminati gli studi, decide di trasferirsi nel vetusto maniero di famiglia presso l'appartata località di Torberg? E perché è così interessato a ottenere l'amore di Elizabeth Sandor, giovane e bellissima ereditiera di un castello, sito in una regione sperduta e selvaggia della Transilvania? È in un sinistro e remoto passato che si celano tutte le risposte.

Il libro. Gli archivi di Dracula (1971) si colloca in un periodo editoriale (i primi anni Settanta del Novecento) in cui il Dracula di Stoker conosce nuovi approcci d'indagine. Le componenti emotive e psicologiche e le eccezionali virtù simboliche, che hanno consentito al personaggio stokeriano di divenire immortale, acquistano un'inedita centralità tanto da ispirare opere letterarie che, seppur debitrici al modello originario, si rivelano, però, qualcosa di assai diverso: esemplare in tal senso è il testo, del 1972, di Leonard Wolf A Dream of Dracula: In Search of the Living Dead, dove l'autore sostiene che: «Dracula è una figura che costringe a confrontarci con i misteri primordiali: la morte, il sangue, l'amore e i loro reciproci legami». Parallelamente anche gli aspetti storici e folklorici attorno al Principe delle Tenebre assumono maggiore rilievo: sempre nel 1972 viene pubblicato per la prima volta In Search of Dracula. The History of Dracula and Vampires di Raymond T. McNally e Radu Florescu (In cerca di Dracula, Sugar Edizioni 1973), uno studio emblematico e periodicamente riaggiornato sul Dracula storico, che inaugura tutta una saggistica susseguente. Il romanzo di Rudorff costituisce un'eccellente sintesi di tali fermenti, tanto che, all'epoca della sua uscita, rappresentò un piccolo cult per i lettori e gli appassionati, purtroppo non italiani, dal momento che il testo viene tradotto per la prima volta in Italia solo ora, a circa quarant'anni dalla sua prima pubblicazione.
Come Wolf, anche Rudorff non resiste alla tentazione di confrontarsi con il mito attraverso la fiction: a chi, se non al medesimo narratore, appartiene, infatti, "la mano sconosciuta" che scrive lettere ad apertura, a metà e a chiusura del libro? (Come nel Dracula di Stoker, anche ne Gli archivi di Dracula i personaggi si esprimono per mezzo di un articolato carteggio che li lega gli uni agli altri.) E come McNally e Florescu, anche Rudorff conduce una viscerale e profondissima ricerca sul Dracula storico, imbattendosi, così, in Vlad Drakul - "il drago" o il "figlio del demonio", principe della Valacchia vissuto nel XV secolo, sostenitore di una rigida moralità pubblica che imponeva con metodi terroristici, tra cui spiccava la pratica dell'impalamento -, e nella sua congiunta e conterranea Erzsébet Báthory - nobildonna realmente esistita tra la seconda metà del 1500 e i primi anni del 1600, soprannominata "la Belva dei Carpazi" per via dell'irrefrenabile ferocia che la spingeva a uccidere in maniera sistematica, tanto che, per sua mano, vennero torturate a morte più di 600 giovani donne. Rudorff, però, si spinge oltre l'analisi storica e converte la sua somma erudizione in creatività: con superba maestria, utilizza i dati acquisiti e la conoscenza delle tradizioni popolari e religiose transilvane per dare vita a una narrazione dall'avvincente ed elegante impianto gotico. Una narrazione non esente dalle suggestioni visive della filmografia Hammer che, maggiormente interessata a far emergere le potenzialità sadiche del vampiro piuttosto che i suoi tormenti interiori, ha reso in termini più sofisticati e compiuti ciò che il precedente cinema horror aveva soltanto tracciato: l'indomita attrazione per il terrifico come mistero profano con cui è possibile misurarsi e non soltanto rimuovere. Ciò che fa Rudorff nel suo romanzo, e che possono fare anche coloro che lo leggeranno.

L'autore. Giornalista e scrittore inglese, Raymond Rudorff (1933-1992) si è laureato alla London University, ed è stato traduttore dall'italiano e dal francese, vivendo a lungo in Francia, e per qualche tempo a Roma. Ha pubblicato romanzi - The Dracula Archives (1971, Gli archivi di Dracula, Gargoyle 2010), The house of the Brandersons: a novel of possession (1973, La dimora dei Brandersons, Sonzogno, 1975), The Venice Plot (1976, Complotto a Venezia, Sonzogno 1977) - e saggi - Art treasures of the world assieme a Eleanor Munro (1964), Studies in ferocity: a book of human monsters (1969), The Paris Spy (1969, Guida ai piaceri di Parigi, Sugar 1970), The Myth of France (1970), The Belle Epoque. Paris in the Nineties (1972), The Knights and their world (1974), War to the death: the sieges of Saragossa, 1808-1809 (1974). Nel 1965, ha curato la traduzione inglese del celebre saggio Il vampiro di Ornella Volta.

 

Come comincia:

Lasciate che il mondo pensi che io sia pazzo o eccentrico, questo genere di cose mi lascia indifferente. Ciò che i medici possono chiamare follia è in realtà solamente una mia personale forma di ossessione, iniziata dopo che ho letto per la prima volta il libro che avrebbe poi segnato il corso della mia vita, e cioè Dracula di Bram Stoker, uscito nel 1897 e successivamente ristampato innumerevoli volte in tutto il mondo. Dal mio primo incontro con il terrificante personaggio del Conte, lentamente, insidiosamente e silenziosamente s'è sviluppata in me quest'ossessione, dalla quale è finita per scaturire la ragione principale della mia vita. L'oscura figura del Conte ha da allora infestato le mie notti e i miei sogni.

Dalla postfazione:

Mi piace pensare che Rudorff abbia [.] deciso di prendere e cambiare nome, per confondere i lettori, i letterati e i critici, e per tornare a parlarvi della storia sua e della sua sanguinaria casata sotto falso nome.

Per leggere in rete tutta la postfazione:

www.lankelot.eu/letteratura/rudorff-raymond-gli-archivi-di-dracula.html

Hanno detto:

Questo libro di Rudorff sembra scritto apposta per ricavarne un film di Terence Fisher. le atmosfere, i personaggi, e i brividi che infonde sono proprio quelli della mitica epopea della Hammer Films! (Laura Clyborne, The Atlanta Constitution)

 

Dati tecnici del volume:
Prezzo: 13,50 euro
ISBN: 978-88-89541-40-1
Pagg. 252
 
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